L’arcivescovo di Trento Lauro Tisi è tornato a ribadire un forte “no” al Cpr che Ministero dell’Interno e Provincia vogliono costruire nell’area di Maso Visintainer, nel capoluogo trentino. Lo ha fatto sulle pagine di Avvenire, in un’intervista concessa ad Antonio Maria Mira, apparsa sul numero di domenica 19 luglio. “I Cpr – ha detto Tisi – nascono dall’atteggiamento con cui trattano gli immigrati. Ma questi sono discorsi che non hanno una giustificazione neanche razionale. E innescano un rapporto di sfiducia e di conflittualità che a lungo andare rende difficile l’inclusione. Non ci fa bene avere sul territorio persone respinte, perché l’aggressività nei loro confronti non fa presagire nulla di buono per il futuro”.
In cantiere, ha detto l’arcivescovo Tisi ad Avvenire, c’è anche l’idea di “coordinare i vescovi che hanno già o dovrebbero avere dei Cpr, per avere una voce unitaria. Io ci sono. E spero che questi Cpr non li facciano“.
I Cpr, ha ribadito Tisi, non garantiscono sicurezza al territorio. “La sicurezza si costruisce dialogando, non barricandoti, chiudendo le porte, ma soltanto aprendoti e conoscendosi. Quando tu uno non lo conosci, crei un muro, ma quella non è sicurezza”.