Ci fu anche una vittima trentina nella tragedia delle Marcinelle, una delle più gravi tragedie minerarie del Ventesimo secolo, che si verificò l’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier. A perdere la vita fu Primo Leonardelli, 36 anni, originario di Pergine Valsugana. Furono 261 (di cui 161 italiani) le persone che persero la vita.
“Sul luogo della sciagura – si legge su Vita Trentina del 16 agosto 1956 – sono accorsi il Re del Belgio e il Card. Primate e dall’Italia il Ministro del Lavoro on. Vigorelli e il Sottosegretario agli Esteri on. Del Bo, la Pontificia Opera di Assistenza e una delegazione dell’A.C.I. Numerosi enti hanno inviato cospicui soccorsi alle famiglie. Squadre di soccorso hanno lavorato senza sosta giorno e notte in tutti i giorni seguenti alla sciagura per tentare di salvare i 261 minatori rimasti prigionieri delle gallerie inferiori a quelle nelle quali era scoppiato l’incendio. Le speranze di poterli estrar vivi sono andate assottigliandosi di giorno in giorno ed estinguendosi del tutto fin da sabato scorso”.
Prima di tornare in Italia, il sottosegretario Del Bo si fermò a Strasburgo, in vista della convocazione dell’Alta Autorità della Ceca, dove ottenne l’assicurazione che sarebbe stata indetta “fra gli Stati aderenti una conferenza per studiare l’attuale stato di sicurezza del lavoro minerario“.
Poco prima di morire, uno dei minatori italiani annotò nel suo diario: “Ho fatto di tutto per uscire da questo inferno, ma il gas arriva ora da ogni parte. Incomincio a soffocare. I miei compagni sono già caduti per terra. Sono le otto e dieci. Sento che sto per morire…”.