Gente di Lublino

Nell’anniversario del Seminario della città polacca, prestigioso riconoscimento all’ex direttore della Caritas

Quando, lo scorso 25 ottobre, al culmine della cerimonia per l’anniversario di fondazione del Seminario arcidiocesano di Lublino, in Polonia (8 ottobre 1714 – 8 ottobre 2014), ha sentito chiamare il suo nome, don Giampaolo Giovanazzi, ottantenne sacerdote trentino originario di Arco, ha pensato ad un errore. Invece no. Era proprio lui ad essere chiamato per ricevere dall’arcivescovo di Lublino, mons. Stanislao Budzik, l’onorificenza “Lumen mundi”, “come riconoscimento dell’impegno evangelico di solidarietà e condivisione della Caritas di Trento e dei suoi collaboratori a favore del Seminario di Lublino in anni di grande difficoltà”. Per l’impegno profuso per la Chiesa polacca negli anni in cui fu direttore della Caritas di Trento, don Giampaolo era stato nominato canonico del Capitolo della Cattedrale di Lublino. Ora questo riconoscimento, che è segno della gratitudine dell’Arcidiocesi di Lublino per la concreta solidarietà dei Trentini: una collaborazione durata circa 25 anni e avviata quando ancora la Cortina di ferro spezzava in due l’Europa.

Don Giampaolo, come ebbe inizio la collaborazione con la diocesi di Lublino?

“Tutto iniziò nel 1982, quando la Caritas di Trento casualmente scelse Lublino per portare degli aiuti alle famiglie degli operai di Solidarnosc in prigione”.

A Lublino che accadde?

“Ancora per caso – ero accompagnato da un collaboratore di Trento – incontrammo don Stanislao Mojek, che ci invitò in Seminario dove egli era Direttore Spirituale e ci presentò al Rettore Brosowski e al Direttore Szceszny. Ci fecero visitare il Seminario: previsto per 150 alunni, ora ne conteneva quasi 400 ed era urgente un ampliamento. Accettammo di collaborare”.

Tornaste a casa con un bell'impegno…

“Una volta a Trento, lanciammo un appello a tutte le parrocchie con l’approvazione del vescovo mons. Alessandro Maria Gottardi”.

I primi aiuti a Lublino?

“Li portammo già all’inizio del 1983: un Tir di aiuti alimentari per il Seminario. Ma ci fecero notare che con quello che noi pagavamo in dollari per il trasporto, in Polonia avrebbero comperato anche il camion!”.

La strada però era ormai aperta.

“Tornammo ancora a Lublino nel 1987, assieme a Fabio Banal, Presidente della Fondazione Charitas Tridentina e ad alcuni collaboratori, ma questa volta con un forte aiuto finanziario che permise la sopraelevazione del Seminario e il rifacimento della Casa di Dabrowiça”.

Come raccoglieste il contributo economico?

“Un piccolo esempio: un anziano prete, don Pio Dalpiaz, offrì il ricavato della vendita di un appartamento che aveva ereditato – 100 milioni di lire, una cifra importante per quel tempo –, ma molta gente contribuì spontaneamente”.

La vicinanza al Seminario di Lublino continuò nel tempo.

“Per vari anni, sia il vescovo Giovanni Maria Sartori sia il vescovo Luigi Bressan continuarono con un valido sostegno, specialmente per i seminaristi dell’Ucraina. In realtà, alla nostra solidarietà corrispose da parte del Seminario di Lublino una meravigliosa accoglienza anche in anni successivi, che creò un legame di fratellanza reciproca, documentata nei Diari di Viaggio raccolti nel miei libri ‘I giorni della Polonia’ e ‘Il vento d’occidente’. E trentadue anni dopo sono andato con gioia – anche a nome dell’Arcivescovo di Trento, Luigi Bressan – per dire un grande grazie al Seminario e alla Diocesi di Lublino”.

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