La seconda vita dei mozziconi di sigaretta: ecco l’attività di Re-Cig

La ditta Re-Cig, insediata a Progetto Manifattura di Rovereto, dà una seconda vita ai mozziconi di sigaretta

I mozziconi di sigaretta? Si possono recuperare. La start up Re-Cig, che si trova a Progetto Manifattura, a Rovereto, dà loro una seconda vita. Ecco quindi che i mozziconi si trasformano in montature per gli occhiali e manici per ombrelli.

La storia della giovane start up è stata presentata in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), che sarà dal 20 al 28 novembre. I due fondatori di Re-Cig, Marco Fimognari e Nicola Bonetti, avevano il vizio del fumo quando, nel 2019, hanno avviato quest’innovativa start up, che hanno cominciato a progettare già nel 2016.

“Sono un fumatore, perciò mi son sempre chiesto che fine facessero i mozziconi che buttavo via. Un giorno mi son detto: perché non provare a riciclarli?”, ha detto Fimognari, che è imprenditore anche in una carpenteria metallica e che ha coinvolto l’amico Nicola Bonetti, imprenditore nel settore della vendita al dettaglio.

Da sinistra, Nicola Bonetti, Joele Bordanzi e Marco Fimognari di Re-Cig

Re-Cig ha attivato un servizio di stoccaggio, raccolta e riciclo delle sigarette attraverso oltre 500 “smokers point” metallici installati in alcuni centri commerciali, imprese e comuni da Trento a Ragusa. Le sigarette vengono smembrate, separando carta, tabacco e filtro. Quest’ultimo viene poi trattato e trasformato in acetato di cellulosa, un prodotto plastico che può essere impiegato per creare più oggetti, tra cui appunto montature per gli occhiali e manici per ombrelli.

Non è un caso, secondo Trentino Sviluppo, che Re-Cig si sia insediata a Progetto Manifattura. “Proprio come l’incubatore della sostenibilità di Trentino Sviluppo è sorto dalle “ceneri” della storica Manifattura Tabacchi di Rovereto – si legge nel comunicato stampa – così Re-cig nasce dalla necessità di “riscattare” le 13 mila tonnellate di mozziconi che ogni anno finiscono nei posaceneri italiani o, ancora peggio, sui marciapiedi delle nostre città”.

“Il processo – spiega Fimognari – è molto semplice. Noi installiamo i nostri posaceneri e forniamo contestualmente all’impresa o al centro commerciale delle unità di stoccaggio capaci di contenere oltre 100 mila mozziconi dove gli ‘smokers point’ andranno svuotati una volta pieni. Poi, con cadenza regolare, ritiriamo questi maxi-contenitori e li portiamo nel nostro capannone a Cirè di Pergine Valsugana“.

La seconda vita dei mozziconi di sigaretta nel progetto di Re-Cig, presentato in occasione della SERR (20-28 novembre)

A Ciré, i mozziconi vengono lavati e setacciati. Si separa poi il tabacco dalle cartine dei filtri, che vengono trasformati in acetato di cellulosa. Non essendo biodegradabili, infatti, se gettati rischierebbero di trasformarsi in microplastiche inquinanti.

Molteplici gli impieghi, fatta eccezione per il settore alimentare. I filtri trasformati possono essere usati dall’occhialeria alla realizzazione dei manici per gli ombrelli, passando per le cover dei cellulari, le penne e il filo per la stampa 3D. Da 2 milioni di mozziconi di sigaretta, pari alla raccolta di questo primo anno di attività, il 2021, si ricavano infatti appena 600 chilogrammi di plastica.

“In Italia – spiega ancora Fimognari – vengono gettate ogni anno 13 mila tonnellate di mozziconi. Molte finiscono sul marciapiede, oppure abbandonate nei posaceneri pubblici tradizionali. Lì basta un colpo di vento affinché la cenere si disperda, inquinando doppiamente l’aria e i terreni. Noi riusciamo a recuperarne solo lo 0,005%, il lavoro da fare è ancora tanto. Per questo motivo, mi piacerebbe riuscire a coinvolgere nel nostro progetto di riciclo quante più amministrazioni locali possibili”.

L’impresa sta per chiudere il 2021 con un volume d’affari di 200 mila euro. Ai due soci, all’unico dipendente e ai tre collaboratori commerciali si aggiungeranno presto altri uno, due nuovi assunti.

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