Si propone di indagare il Mediterraneo, mare che nei secoli ha unito e diviso popoli, culture e linguaggi musicali, che diventa filo conduttore dell’intero programma, la 10° edizione di Settenovecento, il festival di musica classica nato nel 2017 in continuità con lo storico Festival Internazionale “W.A. Mozart” promosso da una rete di partner guidata dall’Associazione Filarmonica di Rovereto.
“Nato nel 2017 come un progetto di rete, Settenovecento in questi anni è cresciuto, ha sperimentato, ha incontrato nuovi compagni di viaggio, attraversato repertori, epoche e linguaggi fino a diventare un festival profondamente radicato a Rovereto ma anche nella Vallagarina. Allo stesso tempo, cerca di aprirsi sempre di più verso l’esterno. È un festival che, come cifra, ha scelto di raccontare e proporre la musica classica non come qualcosa di distante, riservato a chi già la conosce, ma come un territorio, un mare da esplorare, un luogo dove lasciarsi sorprendere”, ha detto durante la conferenza stampa di presentazione Luisa Canal, presidente dell’Associazione Filarmonica di Rovereto.
Il calendario della manifestazione si muove su due tempi diversi ma complementari. Nelle prime due settimane la musica esce dai teatri e si diffonde nei borghi della Vallagarina, tra cortili, giardini e persino un forte militare: un percorso diffuso che è anche, e soprattutto, un investimento sui giovani, con studenti dei conservatori italiani chiamati a calcare il palcoscenico prima del debutto delle grandi formazioni. Tra gli appuntamenti spicca l’incontro con lo scrittore olandese Jan Brokken, finalista del Premio Strega Europeo 2025.
Dal 16 al 20 settembre il festival si concentra a Rovereto, dove il Teatro Zandonai e i luoghi simbolo della città — dal Museo della Guerra al Chiostro dell’Arcivescovile, dalla Biblioteca Civica “Tartarotti” ai palazzi Betta Grillo e Piomarta — ospitano il programma più ampio: dalle sonorità iberiche al duello barocco tra Scarlatti e Händel, dal respiro romantico dell’Orchestra Haydn alle tradizioni persiane e mediorientali, fino alla musica contemporanea di Sollima e Del Corno e al gran finale tra le ouverture più amate dell’opera italiana. Tra i protagonisti di spicco troviamo il compositore e direttore spagnolo Óscar Navarro, vincitore di numerosi riconoscimenti per colonne sonore, il giovane Sieva Borzak, talento in rampa di lancio nella direzione d’orchestra, Sentieri Selvaggi con Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno, ben tre orchestre (Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Orchestra Filarmonica Settenovecento, RWO – Rovereto Wind Orchestra), una formazione corale – il Coro S. Ilario di Rovereto, e ancora un’ottantina di musicisti tra solisti e gruppi cameristici.
La decima edizione nasce dal dialogo tra due sguardi complementari: la direzione artistica è firmata, infatti, a quattro mani da Klaus Manfrini, direttore artistico dell’Associazione Filarmonica di Rovereto, e Federica Fortunato, vicepresidente e coordinatrice scientifica del Centro Internazionale di Studi “Riccardo Zandonai”. «Fin dall’inizio – spiega Federica Fortunato – Settenovecento si è caratterizzato per cercare temi forti, riconoscibili, risonanti, suggestivi, intorno ai quali costruire tutto il programma. In questo caso, siamo nel mezzo di un triennio dedicato ai mari, o forse meglio ancora, alle terre che si affacciano sui mari e, di conseguenza, ai viaggi e alle relazioni tra territori e tra culture. “Via e crocevia di popoli erranti di ogni tempo” è stato definito il Mediterraneo, e ci siamo sentiti tutta la responsabilità di dare una rappresentazione. E quindi abbiamo cercato di trovare dei fili che, insieme, permettessero di rendere conto di questa ricchezza culturale e non solo».
Un’attenzione importante è data all’aspetto formativo dei giovani nel mondo della musica. Non solo attraverso al ciclo di concerti Settenovecento OFF, dove protagonisti sono i giovani studenti di Conservatori e Accademie italiane, ma anche con l’Orchestra Filarmonica Settenovecento. «Questa orchestra – spiega Klaus Manfrini – è alimentata da un progetto giunto quest’anno alla sua seconda edizione, “Apprendista musicista”, ed è un modo, come Associazione Filarmonica, per dare un piccolo segnale di attenzione a quei giovani che, in questo momento storico molto complicato, decidono di investire il loro tempo e le loro energie per studiare musica. Lo fanno con tanta passione e poi, finito il corso di studi, si trovano nella situazione di dover evolvere ulteriormente per avviarvi verso una carriera professionale che li renda indipendenti e autonomi. Abbiamo deciso di investire una parte dei nostri sforzi, sia organizzativi che economici, per aiutare un numero piccolo ma significativo di giovani ad avvicinarsi al mondo del lavoro. Quello che auspichiamo è di fungere da piccola cerniera tra il Conservatorio e un’orchestra professionale».
Settenovecento apre il 29 agosto a Villa Lagarina (Palazzo Camelli, ore 17.30) con la serie di concerti Settenovecento OFF. In programma musiche di Dvořák eseguite dagli allievi dell’Accademia di Musica di Pinerolo e Torino. I biglietti si possono acquistare online sul sito www.settenovecento.it, dove si trovano tutte le informazioni del festival.