Al Festival del cinema di Venezia un documentario che svela il sistema di uccisione di massa dei palestinesi

A memoria, almeno negli ultimi 15 anni, non si ricorda che al Festival del cinema di Venezia ben dopo la presentazione dei film in concorso venisse annunciata la partecipazione di un’altra “pellicola” che non passerà certo inosservata. E’ quanto successo in previsione dell’83esima edizione in programma al Lido dal 2 al 12 settembre. In poco più di una decina di righe La Biennale comunica che ai 20 film in concorso si aggiunge il documentario “Naza”, di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei registi del poker di “No other land”, il doc che documenta l’opposizione alla distruzione del villaggio di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano e che lo scorso anno vinse l’Oscar. Anche qui siamo in Medioriente. “Girato di notte sui tetti di Tel Aviv – recita la stringata sinossi – il film, che sarà proiettato il 10 settembre, rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza”.

Dopo il massacro del 7 ottobre 2023 di 1200 israeliani da parte di Hamas l’esercito israeliano ha sterminato 72mila palestinesi, un genocidio. E’ quasi scontato sostenere che “Naza” riceverà l’attenzione pari se non quasi a “The voice of Hind Rajab” sull’uccisione di una bambina palestinese da parte dell’esercito israeliano che lo scorso anno vinse il Leone d’argento-Gran premio della giuria.

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