Enzo Bianchi, i ricordi trentini nel giorno della sua morte

La notizia della morte a 83 anni del monaco Enzo Bianchi, fondatore della comunità ecumenica di Bose, avvenuta questa mattina a Torino, porta alla memoria alcuni suoi interventi nella vita diocesana trentina che si sono rivelati significativi. “Non credo di aver predicato tanto in altri luoghi come ho fatto a Trento negli anni Settanta e Ottanta”, ci confermò lo stesso Enzo Bianchi in un’intervista a Vita Trentina nel 2015, ricordando gli incontri al Centro Bernardo Clesio e i ritiri per i sacerdoti su invito dell’Arcivescovo Gottardi e del suo delegato don Silvio Franch. In particolare per la Settimana dell’Unità dei Cristiani nel 1983 padre Enzo Bianchi tenne l’omelia nella veglia diocesana del gennaio 1983. “La Chiesa di Trento – ci aveva detto nell’intervista – nella sua collocazione di frontiera tra l’area latina e quella germanica ha avuto fin dal Concilio di Trento una vocazione di “ponte”, particolarmente ecumenica; e di saper vivere l’ecumenismo ha dato più volte testimonianza”.
Enzo Bianchi fu tra i primi relatori della Cattedra del Confronto, nella terza edizione, con un intervento il 16 marzo 2011 insieme alla filosofa Laura Boella sul tema “Credere oggi”. Alla Sala della Cooperazione torno due anni dopo nel 2013 invitato dall’ex sindaco di Trento Alberto Pacher (che dava l’addio alla politica) per una riflessione sull’etica politica.
L’occasione più significativa si registrò nel 2015 quando il priore di Bose fu invitato dall’arcivescovo Luigi Bressan come relatore dell’assemblea diocesana tenutasi all’Auditorium Santa Chiara il 16 settembre in occasione dell’Anno della Misericordia. “È importante che in quest’anno in modo speciale – disse il monaco con la sua voce dal tono inconfondibile – attingiamo a questa misericordia che Dio ci offre e la Chiesa ci dispensa, l’unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno è la misericordia del Signore”, come diceva un padre del deserto”. Autore di molti libri e collaboratori di molte testate, anche laiche, è stato tra i personaggi della Chiesa italiana più citati anche dal mondo laico. Nel 2014 papa Francesco lo aveva chiamata come consultore nel Pontificio Consiglio per l’Uità dei Cristiani, insieme al trentino don Cristiano Bettega, allora direttore dell’Ufficio Nazionale CEI per questo ambito pastorale..
Nel 2017 Enzo Bianchi ha terminato il servizio di priore di Bose e gli anni successivi sono stati segnati dalle tensioni interne alla comunità e dall’intervento della Santa Sede che portò al suo allontanamento dal monastero. Nel 2022 ha dato vita alla fraternità della Madia, nei pressi di Ivrea, dove ha continuato la sua attività di studio e scrittura.
Nel prossimo numero di Vita Trentina un ricordo di questo lungo rapporto fra Bianchi e la Chiesa di Trento.

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