La forza di una sposa, nella fiction di RaiUno l’Italia degli anni Sessanta e le sue contraddizioni

Serena Rossi interpreta “La sposa” su RaiUno

Ambientata nell’Italia degli anni ‘60, tra il boom economico e il crescente divario tra nord e sud, “La Sposa” è la serie in tre puntate in onda domenica in prima serata su Rai1 dal 16 gennaio.
Maria è una giovane donna calabrese. Primogenita e orfana di padre, vive con la madre, il fratello e la sorella, tra lavori precari e debiti sempre più opprimenti. Per garantire un aiuto economico alla famiglia, Maria si offre al posto della sorella come oggetto del contratto di matrimonio proposto da Vittorio, imprenditore agricolo veneto, abbandonando l’idea di un ritorno del suo primo amore, Antonio, emigrato in Belgio anni prima. Al momento della celebrazione, scopre che il matrimonio è su procura: a sposarla è Italo, nipote di Vittorio. Giunta nella sua nuova casa, Maria dovrà affrontare non solo la freddezza del marito e il dramma di una famiglia allo sbando, su cui aleggia il mistero della scomparsa della prima moglie di Italo, Giorgia, ma anche l’ostilità di un paese ottusamente razzista. A dare un senso alle sue giornate c’è però Paolino, figlio di Italo, su cui riversa il suo amore.

Supportato da un ottimo cast, a partire dalla ormai famosa protagonista, Serena Rossi, senza dimenticare personaggi minori come Antonio Nicolai (Paolino), Antonella Prisco (Nunzia), che ha diviso con la Rossi la scuola di “Un posto al sole”, e la trentina Chiara Turrini, Giacomo Campiotti dirige “La sposa” mischiando sapientemente i registri del dramma con accenni noir e di commedia per raccontare una storia che diventa emblema di un’epoca. I quasi sei milioni di spettatori che hanno seguito la prima puntata dimostrano che il risultato è gradito, e che anche un prodotto di intrattenimento può diventare occasione di riflessione.

Ci si indigna nel vedere Maria trattata come un essere inferiore, che si può comprare, disprezzata per le sue origini meridionali, svilita nel suo essere donna e considerata solo un’incubatrice per una discendenza da far lavorare nei campi.

Situazioni che ci sembrano solo ricordi di un lontano passato anche grazie alla lotta tenace di tante donne come Maria, che non perde la speranza, fa resistenza al peggio con dolce fermezza, rimane fedele ai suoi valori con ostinata positività, riesce a scalfire muri e a costruire rapporti.

Un esempio ancora attuale in un mondo così cambiato dove tuttavia la parità di genere non è ancora un traguardo raggiunto, dove continua troppo spesso a mancare il rispetto dell’altro e la capacità di accogliere chi viene da culture e mondi diversi.

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