A Trento la mostra “Il canto dell’aria”: coinvolti 111 artisti dall’Italia e dall’estero

Fino al 18 settembre sarà visitabile Il canto dell’aria, progetto espositivo ospitato dallo Spazio Foyer di Trento. A cura di Riccarda Turrina e Rita Demattio, riunisce 111 artisti italiani e internazionali attorno a un soggetto tanto semplice quanto universale: l’immagine di un uccellino.

Pittura, fotografia, incisione, scultura e altre pratiche artistiche contemporanee si incontrano in una mostra corale che trasforma una presenza familiare e apparentemente fragile in un potente simbolo di libertà, oltre che di migrazione, appartenenza e capacità di superare i confini.

L’iniziativa nasce dal desiderio di costruire uno spazio di incontro tra arte e natura, invitando ogni artista a realizzare un’opera nel formato 20 × 20 centimetri, con tecnica e supporto completamente liberi. Gli artisti potranno dare vita al proprio quadro partendo dall’osservazione del mondo, ma anche dalla propria immaginazione, memoria e dalla dimensione simbolica.

La risposta è stata straordinaria sia per qualità sia per partecipazione. Gli artisti coinvolti provengono non solo dal Trentino, ma da numerose regioni italiane e, in parte, anche dall’estero. La mostra si pone come obiettivo quello di unire linguaggi, sensibilità e percorsi differenti, dimostrando che possono convivere in un dialogo ricco e sorprendente.

Fondamentale è stato il contributo di Rita Demattio, responsabile dello Spazio Foyer, realtà da anni impegnata nella promozione dell’arte incisoria, insieme alla collaborazione di Alberto Weber della Galleria Weber & Weber di Torino e del Bosco dei Poeti, che hanno contribuito ad ampliare la rete di artisti coinvolti nel progetto.

L’esposizione è articolata in nove sezioni tematiche che guidano il visitatore attraverso un percorso fatto di rimandi visivi e suggestioni concettuali. Il canto, il cielo, il volo, il silenzio, la leggerezza e l’orizzonte diventano protagonisti di un universo capace di intrecciare esperienza estetica e riflessione, senza quindi imporre interpretazioni univoche ma favorendo il confronto tra opere, artisti e pubblico.

La mostra assume inoltre un particolare valore simbolico nel ricordo degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, che proprio agli uccelli affidò uno dei messaggi più celebri del suo insegnamento, ricordando il rapporto di responsabilità e rispetto che lega l’essere umano al creato.

Il canto dell’aria si impegnerà a devolvere il ricavato della vendita delle opere, secondo la scelta dell’acquirente, alla LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli, impegnata nella tutela dell’avifauna e degli ecosistemi naturali, oppure a Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus, centro di eccellenza dedicato alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie.

Il progetto sarà infine accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo realizzato da Luca Chisté (di Phf Photoforma), in formato digitale e cartaceo, che raccoglierà tutte le opere esposte, offrendo una testimonianza permanente dell’iniziativa.

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