Dopo una breve parentesi di (parziale) ripresa, le agenzie di viaggi trentine tornano a fare i conti con le conseguenze della pandemia, e chiedono all’assessore provinciale competente, Roberto Failoni, di farsi portavoce delle loro istanze presso il Ministero del Turismo.
“Con il diffondersi della variante Omicron – scrive Sebastiano Sontacchi, presidente di Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo) Trentino, all’assessore Failoni – gli operatori si sono ritrovati di fatto nelle stesse condizioni che avevano già vissuto ad inizio pandemia e mentre altre categorie di operatori turistici, seppur non con i numeri pre pandemia, hanno potuto tornare a lavorare grazie anche ai flussi di prossimità, per molte agenzie di viaggio il 2022 si prospetta il terzo anno consecutivo di difficoltà. A ciò si aggiunga l’aumento dei costi delle materie prime, in particolare energia elettrica e gas, che va a compromettere ancor più una situazione già di per sé assai problematica”.
Un dato triennio difficile, complice il fatto che il periodo tra febbraio e maggio, in cui le restrizioni dovute alla pandemia sono state generalmente maggiori, è anche il lasso di tempo in cui solitamente le agenzie turistiche lavorano meglio. “In estrema sintesi si possono stimare perdite del volume di affari sull’intero triennio tali da mettere in difficoltà la tenuta del settore – scrive Sontacchi -, tenendo conto che la maggior parte delle agenzie di viaggio sviluppa circa il 60% del fatturato nei mesi da febbraio a maggio, quando invece le restrizioni e le precauzioni relative all’emergenza pandemica sono più stringenti».
Il settore di Fiavet è importante per l’intera economia della provincia di Trento perché, sottolinea il presidente della sezione trentina, “le circa 70 agenzie di viaggio della Provincia di Trento tra sedi e filiali danno lavoro a circa 500 addetti e molte di esse muovono anche ricchezza in entrata sul territorio, organizzando pacchetti viaggio per singoli e gruppi, facendo così lavorare hotel, pullman, guide, ristoranti, musei, insomma tutti i soggetti del sistema “turismo” provinciale”.
Di qui la richiesta all’assessore provinciale Failoni di “farsi portavoce delle nostre istanze presso il Ministero del Turismo, come già fatto peraltro da altri assessori regionali, estendendo la cassa integrazione almeno fino a giugno per salvaguardare i dipendenti dai licenziamenti altrimenti probabili, prorogando le moratorie sui mutui le cui sospensioni hanno provocato il crollo della liquidità di impresa dovendo le aziende sostenere con le proprie tasche i costi vivi, nonché prevedendo lo stanziamento di ulteriori contributi a fondo perduto, considerando che quanto messo a disposizione sino ad oggi non poteva coprire se non in piccola parte perdite di volumi di fatturato molto importanti”.
“La sopravvivenza delle aziende del nostro settore – conclude l’appello Sontacchi – fino ad oggi è stata tutelata dalle misure di sostegno e ristoro adottate sia a livello nazionale che provinciale oltre che dalla grande forza d’animo degli imprenditori della categoria, è doveroso quindi che l’Associazione di categoria faccia il possibile per portare all’attenzione delle istituzioni un settore in un momento di particolare difficoltà”.