Si terrà il 17 e il 18 ottobre al Castello del Buonconsiglio, a Trento, “La Musica che Accoglie – Musicoterapia e Didattica Inclusiva nelle Scuole Musicali Trentine”, l’iniziativa che vedrà una serie di professionisti, docenti, operatori e istituzioni a confronto sulle esperienze trentine e sulle nuove prospettive della didattica musicale inclusiva, per fare della musica uno strumento di relazione, partecipazione e inclusione.
Due giornate rivolte a docenti e dirigenti delle Scuole Musicali, insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, musicoterapeuti, educatori, operatori socio-sanitari, studenti e docenti dei Conservatori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini interessati. Al centro dell’appuntamento, la volontà di valorizzare le esperienze già sviluppate sul territorio e rafforzare il dialogo tra il mondo della formazione musicale, la scuola e i servizi sociali e sanitari.
L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa al Teatro Sociale di Trento da Chiara Biondani (Scuola di “Musica C. Eccher”), Corrado Bungaro (direttore Scuola di Musica CDM), Iris Pancheri (Musicoterapista e componente del tavolo di lavoro – Scuola di Musica “C. Eccher”) e Ivo Brigadoi (Musicoterapista e componente del tavolo di lavoro – Scuola di Musica “Il Pentagramma) alla presenza dell’Assessora all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento, Francesca Gerosa.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la musica possa rappresentare molto più di un percorso formativo: può diventare uno spazio nel quale costruire relazioni, favorire l’espressione personale, sostenere la partecipazione e offrire nuove opportunità alle persone con bisogni educativi speciali. Uno degli obiettivi principali sarà proprio quello di mettere in rete i musicoterapeuti che operano nelle Scuole Musicali del Trentino, favorendo lo scambio di esperienze, la condivisione di metodologie e la costruzione di collaborazioni stabili con docenti, educatori e professionisti dei servizi territoriali.
La prima giornata, sabato 17 ottobre, sarà dedicata alle esperienze concrete maturate nelle Scuole Musicali trentine. Dopo un’introduzione ai principi e alle finalità della musicoterapia, Maddalena Barbi, della Scuola Musicale C. Eccher, approfondirà le modalità di presa in carico degli utenti nei percorsi musicoterapici. Elisa Pichler, della Scuola Musicale Jan Novàk, presenterà un caso individuale di intervento rivolto a un allievo con bisogni educativi speciali.
Spazio anche ai progetti di gruppo, con la presentazione delle esperienze del Coro Prisma e dell’Orchestra Inclusiva della Scuola Musicale Alto Garda, a cura di Daniela Benzoni e Teresa Toller. La testimonianza sarà accompagnata da un’esibizione musicale, a dimostrazione concreta di come il fare musica insieme possa diventare esperienza di inclusione e appartenenza. Nel pomeriggio verrà proposta una mappatura dei progetti e delle collaborazioni attivate dalle Scuole Musicali con scuole, cooperative sociali, RSA e altre realtà del territorio. Tra le esperienze presentate, quella realizzata dalla Scuola Musicale C. Eccher in collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Cles e Mezzolombardo, illustrata da Iris Pancheri. Seguirà un approfondimento sui percorsi nelle scuole primarie e sull’inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali.
La seconda giornata, domenica 18 ottobre, avrà invece un carattere prevalentemente laboratoriale. Dalle 9 alle 12.30, Alberto Conrado condurrà un workshop dedicato alla progettazione di percorsi musicoterapici e didattici inclusivi, proponendo strumenti e metodologie operative. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 17.30, Marco Patanè, musicoterapeuta e formatore, guiderà i partecipanti in un laboratorio dedicato alla musica come strumento di relazione, crescita personale e inclusione sociale.
L’appuntamento vuole così trasformarsi in un momento di confronto che vada oltre la dimensione formativa delle due giornate. L’obiettivo è infatti rafforzare una rete territoriale capace di mettere in relazione competenze, esperienze e progettualità, creando nuove opportunità di collaborazione tra Scuole Musicali, istituzioni scolastiche, servizi e comunità.
“La Musica che Accoglie” intende quindi portare all’attenzione del territorio una prospettiva precisa: una scuola musicale realmente inclusiva è quella che sa riconoscere le differenze, valorizzare le potenzialità di ciascuno e creare condizioni concrete perché ogni persona possa partecipare, esprimersi e crescere attraverso la musica.