Dal Trentino-Alto-Adige arriva un esempio nazionale di transizione ecologica che coniuga rigenerazione urbana, economia circolare, sostenibilità ambientale e nuova occupazione. A dimostrarlo la storia e i numeri dello stabilimento di Spini di Gardolo del gruppo Vetri Speciali S.p.A., un importante polo per la produzione di contenitori in vetro per alimenti, situato a nord di Trento, e inserito oggi da Legambiente nella lista dei migliori cantieri nazionali della transizione ecologica presenti in Italia. Il suo merito, è quello di aver saputo puntare su una “sostenibilità resiliente”, ossia una sostenibilità a 360° in grado di mutare nel tempo le sue forme e i suoi obiettivi mettendo al centro anche i lavoratori. Lo stabilimento di Spini di Gardolo è stato al centro della 47esima tappa della campagna nazionale di Legambiente “I cantieri della transizione ecologica”, nella giornata di martedì 13 ottobre.
Nato nel 2015 dalla riconversione dell’ex sito industriale della Whirlpool, lo stabilimento di Spini di Gardolo è in grado di utilizzare fino ad oltre il 90% di vetro riciclato che richiede meno energia per la fusione rispetto alle materie prime utilizzate per produrre nuovo vetro, contribuendo così alla riduzione dell’energia necessaria al processo e delle conseguenti emissioni di CO₂.
Sul fronte occupazionale, lo stabilimento di Spini di Gardolo conta un alto numero di occupati, oltre 300. Volendone indicare l’evoluzione, ben 125 provenivano dall’ex Whirlpool, molti dei quali con più di cinquant’anni, ai quali nel corso degli anni si sono aggiunti anche giovani inseriti attraverso il “Progetto Giovani” della Provincia di Trento e altri lavoratori del territorio. La successiva espansione del sito, avvenuta nel 2025, ha accolto gli addetti dello storico stabilimento di Pergine Valsugana, la cui attività produttiva è terminata nell’ottobre 2024, unitamente ad altre assunzioni sul territorio. Ad oggi nell’intero compendio lavorano circa 330 persone, oltre all’occupazione generata dall’indotto. Il fatto che l’impianto sia nato dalla riconversione di quello dell’ex Whirlpool, sottolinea Legambiente, rappresenta un bel segnale di riscatto industriale che lascia ben sperare.