Il sistema trentino delle scienze della vita a Roma con Fondazione HIT

È sbarcato a Roma il sistema trentino della ricerca e dell’innovazione nelle reti nazionali delle scienze della vita, grazie all’impegno di Fondazione HIT, protagonista il 13 e 14 ottobre nell’ambito di A Meet in Italy for Life Sciences, dove la Fondazione ha coordinato la presenza del territorio, insieme a COSBI e Trentino Sviluppo, con l’obiettivo di promuoverne le competenze scientifiche e favorire relazioni con imprese, partner e investitori. All’evento ha preso parte anche BrightMol Biotech, startup deeptech e spin-off dell’Università di Trento, attiva nel processo di scoperta di nuove terapie mediche.

“La ricerca trentina esprime competenze di grande valore nelle scienze della vita. Perché possano tradursi in nuove applicazioni, è essenziale metterle in relazione con capacità industriali, risorse e bisogni concreti”, ha dichiarato Fausto Manzana, Presidente di Fondazione HIT. “Il ruolo di HIT è quello di costruire queste connessioni e promuovere il sistema trentino nei contesti in cui possono nascere nuove collaborazioni. La presenza congiunta con COSBI e Trentino Sviluppo racconta un territorio capace di fare rete, mentre BrightMol Biotech mostra come dalla conoscenza prodotta nei laboratori possano nascere nuove imprese, capaci di fare sì che le scoperte scientifiche generino un impatto positivo anche per le persone”.

La qualità scientifica e la forte integrazione tra competenze, infrastrutture e imprese sono tra le caratteristiche distintive che il Trentino offre nel settore delle scienze della vita. Fondazione HIT contribuisce a valorizzare questo patrimonio e in questa prospettiva partecipa al Cluster ALISEI, che connette i principali attori delle scienze della vita presenti sul territorio nazionale, ed è co-organizzatore di Meet in Italy for Life Sciences.

Proprio i percorsi che portano la ricerca a tradursi in nuove applicazioni sono stati al centro dell’intervento di HIT durante l’evento. La Fondazione ha illustrato come trasferimento tecnologico, open innovation e creazione di startup possano aiutare ricercatori e team a rispondere a bisogni clinici e industriali concreti.

Sul fronte delle infrastrutture, Trentino Sviluppo ha presentato il nuovo Polo Scienze della Vita che sorgerà a Rovereto nel compendio ex Ariston. Previsti investimenti di circa 70 milioni di euro, di cui 38 milioni già stanziati e inizio lavori nel 2027. L’hub verrà realizzato da Trentino Sviluppo in stretta sinergia con l’Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e ASUIT. Il modello di riferimento è quello già sperimentato, in scala più contenuta, con l’Hub Scienze della Vita di Pergine Valsugana, operativo dal 2024, dove la società di sistema provinciale ha messo a disposizione delle imprese biotech laboratori condivisi, uffici, spazi logistici e attrezzature scientifiche avanzate.

“Il Polo Scienze della Vita”, ha spiegato Monica Carotta, direttrice dell’Area Attrazione, Insediamenti & Key Account Management di Trentino Sviluppo, “è un’infrastruttura pensata per rafforzare il posizionamento del Trentino nei settori delle biotecnologie applicate alla salute, alla medicina e alla farmacia e per offrire alle startup del settore la possibilità di lavorare fianco a fianco con player nazionali, avendo a disposizione da un lato macchinari e tecnologie avanzate e dall’altro una serie di servizi e consulenze altrettanto importanti in tema di sostenibilità economica del progetto e scalabilità”.

Accanto alle infrastrutture, il territorio trentino esprime competenze specialistiche a supporto dello sviluppo di nuove terapie. È il caso di COSBI, attivo nella biologia computazionale e traslazionale. “COSBI integra dati biologici e clinici in modelli computazionali per orientare le decisioni nella scoperta e nello sviluppo di nuovi farmaci”, ha spiegato Enrico Domenici, Presidente di COSBI. “Meet in Italy for Life Sciences è l’occasione per valorizzare le competenze della ricerca trentina e per metterla al centro del dialogo con le imprese”.

Il legame tra ricerca e nuova impresa trova un esempio in BrightMol Biotech. Fondata nel 2025 come spin-off dell’Università di Trento e vincitrice, nello stesso anno, del programma di accompagnamento per startup di Trentino Sviluppo e Fondazione HIT “Trentino Startup Valley”, la startup sviluppa una tecnologia per accelerare le prime fasi della scoperta di nuovi farmaci. Attraverso la sua piattaforma proprietaria LIPS aiuta le aziende farmaceutiche e biotecnologiche a identificare prima i candidati farmaci più promettenti, riducendo i rischi e rendendo così più rapido lo sviluppo di nuove terapie per i pazienti di tutto il mondo.

La partecipazione di BrightMol Biotech a Meet in Italy for Life Sciences, favorita anche dal ruolo di connettore di HIT e dalla sua partecipazione alla rete ALISEI, ha offerto alla startup l’occasione di presentare la propria tecnologia a investitori e aziende potenzialmente interessati a sostenerne lo sviluppo. È anche attraverso queste connessioni che HIT accompagna le realtà nate dalla ricerca trentina verso nuove opportunità di crescita.

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