Azione Cattolica del Triveneto su Trieste: “Vietare la somministrazione di cibo, vestiti e cure non rende la piazza più sicura”

Foto Facebook Linea d’Ombra ODV

Anche l’Azione Cattolica del Triveneto si unisce all’appello per trovare una soluzione di buon senso alle decisioni imposte dall’ordinanza del questore di Trieste che ha deciso di limitare a due ore, nei giorni del fine settimana, la presenza di volontari e operatori in piazza della Libertà, luogo frequentato da tanti migranti che arrivano stremati, dopo aver percorso la rotta balcanica. 

“Trieste è da sempre una città di frontiera, abituata a incontrare popoli e storie diverse. Oggi, lungo la rotta balcanica, vede arrivare ogni giorno e ogni notte persone stremate, con i piedi piagati e il peso di viaggi durissimi: uomini soli, famiglie, ragazzi senza i genitori. Accanto a loro ci sono i triestini: residenti, commercianti, pendolari che chiedono, giustamente, sicurezza, quiete e decoro nei luoghi in cui vivono. La questione è complessa, non ammette slogan. I migranti diventano sempre più il pretesto di una polemica che divide, mentre nessuno ha la soluzione in tasca e ogni scelta pesa su persone reali, da una parte e dall’altra”, scrive in una nota Azione Cattolica del Triveneto.

“Come Azione Cattolica del Triveneto diciamo prima di tutto grazie. A Trieste esiste una Chiesa che accoglie e cura, spesso in silenzio, a pochi passi da piazza Libertà: la Diocesi, la Caritas, i medici volontari di DonK, Spazio 11 con la sua sala d’attesa al caldo, il dormitorio di Sant’Anastasio, il Refettorio di San Martino al Campo, i pranzi dell’amicizia di Sant’Egidio, le parrocchie e gli scout, l’Azione Cattolica triestina con i suoi soci. Credenti e non credenti, fianco a fianco, in cerca di collaborazione con le istituzioni per dare stabilità alle azioni. È un lavoro quotidiano che onora la città intera. «Ero forestiero e mi avete accolto». Per un cristiano accogliere non è una bandiera, ma un modo di guardare ogni persona nella sua dignità. Chi di noi ha affiancato i volontari in piazza non fa politica: vive e testimonia il Vangelo. Ma lo stesso Vangelo chiede prudenza e responsabilità. L’accoglienza vera è ordinata, sostenibile, attenta anche a chi vive da sempre in quei quartieri”, prosegue il testo.

“Come Azione Cattolica del Triveneto senza esitazione rispettiamo e sosteniamo il lavoro delle istituzioni, a cui spetta garantire ordine pubblico e legalità, che sappiamo difficile in una stagione di tensioni. Proprio per questo, con franchezza e senza polemica, non siamo convinti che vietare la somministrazione diretta di cibo, vestiti e prime cure nei fine settimana e in certi orari renda la piazza più sicura o agibile. Temiamo, al contrario, che tutto ciò lasci soli i più fragili che vanno tutelati, perché da soli non possono farlo. Sicurezza e decoro valgono ogni giorno per ognuno, e ogni giorno vale la dignità delle persone. Divieti e polemiche non hanno fermato e non fermeranno gli arrivi: rischiano solo di rendere invisibili le persone, più difficile il riconoscimento dei loro diritti, dure e sterili le contrapposizioni. Per questo invitiamo le istituzioni al confronto, per rivedere il provvedimento e vigilare perché nessuno resti privo di cibo, riparo e cure, in piazza e nelle strutture circostanti”.

La nota si conclude con un invito: “Chiediamo allora a tutti, associazioni, volontari, enti pubblici e cittadini, di sedersi allo stesso tavolo. Ascoltarsi. Cercare soluzioni condivise, che permettano presto a chi offre le prime cure di tornare a farlo, nel rispetto della legge, dei regolamenti, della sicurezza e della dignità di tutti. Al centro non vogliamo mettere le bandiere né le ordinanze, ma le persone, in particolare quelle più fragili.  A tutti rivolgiamo un invito essenziale: informarsi, evitare giudizi sommari, non alimentare paure né rancori. Guardiamo i volti prima dei numeri. Preghiamo perché Trieste sappia essere ancora una città capace di equilibrio e di umanità”.

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