A San Sebastiano, il “sentiero delle Tonz” diventerà punto di riferimento per tutta la comunità

“Tonz” è l’antico toponimo di una suggestiva area panoramica che è possibile raggiungere percorrendo un sentiero che si inoltra nei boschi sopra l’abitato di San Sebastiano. Questo toponimo cimbro è un vero e proprio nome parlante, col significato di danza, ballo, “tontzenar”, ballare. Tale termine sopravvive ancora nella memoria degli anziani e sembra richiamare il ricordo di antiche danze notturne che qui si praticavano, di antichi culti e rituali. Luogo di incontri giovanili spensierati ma anche di duri lavori nei boschi. Il Gruppo Giovani di San Sebastiano ha deciso di puntare al recupero di questo antico sentiero ormai da tempo caduto quasi nell’oblio. “Il ripristino di questo percorso chiamato Sentiero delle Tonz – Tanzsteige – spiega Simone Cuel, presidente dell’Associazione – offre idealmente la possibilità di coinvolgere tutta la nostra comunità, da un primario e doveroso confronto con gli anziani del luogo, ultimi custodi della memoria, alla nostra generazione che si fa tramite e continuità della stessa, alla volontà di trasmetterla alle nuove generazioni che non devono dimenticare la loro identità, le loro radici”.

Si intende procedere in primis con la pulizia e la messa in sicurezza del sentiero. In questa fase sarà coinvolta l’associazione cacciatori, il corpo forestale del comune di Folgaria e tutti gli abitanti di San Sebastiano e frazioni. Il secondo step vede la creazione di installazioni sotto la guida dell’artista locale Alessandro Pavone, per la costruzione delle quali verranno usati materiali naturali, dal legno alla lana, dalla roccia alla terra. Ogni installazione sarà illustrata da una tabella-leggio con testi di Andrea Nicolussi Golo, scrittore e responsabile dello sportello linguistico cimbroTutto ruota attorno al mondo femminile: la donna madre, la donna lavoratrice, la donna “pilastro del mondo antico della montagna”.

Le donne del passato e del presente che, come scrive Golo, “con le mani sanno intrecciare il mondo senza chiedere alcun rimborso”. “Il valore di un progetto è decretato anche dalla sua continua alimentazione e rigenerazione” spiega Pavone. “Ciò esprime la sua vitalità e introiezione collettiva. Partiamo con sei installazioni, dalla porta, al corno, all’anello nell’albero. Questo è solo un inizio: grazie all’ampiezza dell’argomento e al fascino che esprime il luogo, nuove installazioni e disegni nasceranno nel corso degli anni a venire.”

“Il progetto – chiarisce Cuel – ha riscosso un grande interesse e verrà realizzato grazie al contributo del Piano Giovani di Zona della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, dell’Apt Alpe Cimbra, del Comune di Folgaria, della Proloco Nosellari Oltresommo e della Fondazione Caritro. “Il sentiero delle Tonz” può diventare un punto di riferimento per tutta la comunità grazie al suo legame autentico con la nostra storia. Lungo il sentiero si potrà ripercorrere i passi dei nostri antenati e delle antenate, rigenerarsi e godere di un paesaggio mozzafiato: meta finale è infatti un’area panoramica affacciata sul Becco di Filadonna, caratterizzata da grande fascino e bellezza.”

Rimettersi in ascolto, ripercorrere i passi delle antenate che seppero legare a questa terra un patrimonio di miti e leggende da troppo tempo trascurato, quasi un viaggio nell’interiorità e nella memoria di miti e leggende ancestrali. La tradizione e la memoria sono un qualcosa di vitale, come un fuoco da mantenere sempre vivo e in cui potersi rispecchiare, oggi come allora.

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