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Il 1 gennaio si è celebrata per la Chiesa la solennità di Maria Madre di Dio e la 50^ Giornata Mondiale della Pace.
Papa Francesco dopo la Messa ha dedicato la preghiera dell’ Angelus alla turchia, esprimendo il proprio dolore per l’attentato di Capodanno a Istanbul. “Purtroppo – ha detto il santo padre – la violenza ha colpito anche in questa notte di auguri e di speranza. Chiedo al Signore di sostenere tutti gli uomini di buona volontà che si rimboccano coraggiosamente le maniche per affrontare la piaga del terrorismo e questa macchia di sangue che avvolge il mondo con un’ombra di paura e di smarrimento”
Anche a Trento l’arcivescovo Lauro ha rivolto un pensiero e una riflessione alla Turchia, alle notizie drammatiche del nuovo attentato (rivendicato in queste ore dall’Isis) ad Istanbul e della nuova ondata di terrore e paura che ha portato con se.
Nel pontificale di Capodanno il Vescovo ha richiamato ad un “’elogio del perdere tempo‘, recuperando la gioia del silenzio e dell’ascolto, la gratuità d’incontri liberati dalla fretta e dalla narrazione di se stessi”.
Nel pomeriggio di ieri testimone chiamato a Trento proprio in occasione della giornata della pace è stato monsignor Paolo Bizzeti, , vicario apostolico in Anatolia: “la realtà rende difficile crede alla pace – ha sottolineato – ma alla base dei conflitti c’è la paura, non la cattiveria. La paura dell’altro, che ci impedisce di ascoltare”
L’analisi sull’attentato e sul significato di colpire Istanbul nelle parole di Gianni Bonvicini (ascolta qui sotto)