Addio a Livio Caffieri, preside del “Rosmini”. Il sindaco Valduga: “Ha segnato la crescita di diverse generazioni”

È scomparso ieri, domenica 18 dicembre, lo storico preside del liceo “Antonio Rosmini” Livio Caffieri. Classe 1932, aveva compiuto poco meno di tre mesi fa 90 anni. Lo ricorda anche il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, come “un preside che ha segnato la crescita di diverse generazioni”.

“Ricordo – scrive Valduga in una nota – in particolare il suo impegno, sia nel mondo della scuola, sia al di fuori, nella costruzione di una società più libera attraverso la conoscenza e le competenze. A sua moglie, e alle persone che gli hanno voluto bene, va la nostra vicinanza”.

La città natale di Caffieri era Trieste, dove si è laureato in Lettere, Greco e Latino. Nel 1959 arriva in Trentino, precisamente a Riva del Garda. Dopo un paio di anni ottiene la cattedra di lettere, storia, greco e latino al liceo classico “Antonio Rosmini” di Rovereto. Nella primavera del 1963 ha sposato Giuliana Raffaelli, e con lei ha abitato nella casa di via Dante.

Nell’ottobre del 1973, dopo alcune “infuocate” giornate di protesta del movimento studentesco cittadino, contrario alla nomina a Preside del Liceo “Rosmini” di un docente ritenuto “fascista”, Livio Caffieri viene unanimemente individuato quale temporaneo responsabile dello storico Istituto roveretano. Nella primavera del 1974 egli ha superato a Roma il previsto esame ed è diventato ufficialmente preside. Prima della pensione è stato nominato preside anche dell’Istituto Magistrale cittadino “Fabio Filzi”.

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