Al rifugio Fratelli Garbari ai XII Apostoli torna la giornata in ricordo dei caduti della montagna

Foto Facebook Coro della SOSAT

Si svolgerà domenica 30 luglio ai 2500 metri del rifugio Fratelli Garbari ai XII Apostoli nel cuore del Gruppo Brenta, la tradizionale giornata in ricordo dei caduti della montagna a cui parteciperà anche quest’anno il Coro della Sosat. Un omaggio del popolo delle vette agli alpinisti che hanno lasciato la loro vita sui monti che si ripete da 70 anni, e che dal 1963 vede la partecipazione dei coristi sosatini al pellegrinaggio.

Accanto al rifugio alla  base della cima XII Apostoli, nel 1953 venne inaugurata la chiesetta: una grotta con l’abside a forma di croce che domina l’alta val di Nardis. Un luogo di culto e riflessione realizzato a seguito della tragedia accaduta il 26 luglio del 1950, quando un gruppo di 4 giovani: Giuseppe Fiorilla, Maria Rita Franceschini, Vittorio Conci e Mauretta Lumini, transitati al rifugio ai XII Apostoli e diretti al rifugio Maria e Alberto ai Brentei, caddero in un crepaccio della vedretta dei Camosci. I giovani rimasero nel buco di ghiaccio, doloranti per la caduta, per due lunghissimi giorni, e Giuseppe, Maria Rita e Vittorio non resistettero: solo Mauretta Lumini sopravvisse. La morte dei tre giovani universitari turbò il mondo alpinistico trentino e su iniziativa del compianto don Bruno Nicolini (1927 – 2012) venne scavata fra il 1951 ed il 1952 a 2500 metri alla base della cima XII Apostoli la chiesa.

Oggi sulle sue pareti di dolomia del Tempio ci sono oltre 200 lapidi, a ricordo dei caduti della montagna. Dal 1953 la cerimonia si ripete, l’ultima domenica di luglio, con la celebrazione della S. Messa e dal 1963 con il Coro della Sosat che accompagna il rito eucaristico e poi canta con la gente delle terre alte al cospetto della pareti e delle vette che fanno corona al XII Apostoli.

Altro veterano della domenica dedicata ai caduti della montagna è don Giorgio Dall’Oglio, sacerdote mantovano da 45 anni ai XII Apostoli, con il popolo delle vette. Al Fratelli Garbari i più salgono in circa 3 ore da Malga Movlina, passando per il Bregen de l’ors, il Lago asciutto, la ripida “Scala Santa”, con dei tratti tecnici e quindi per i ghiaioni e le balze rocciose fino al rifugio. Si può salire anche da Pinzolo con gli impianti a fune e si parte dalla cima del Dos del Sabion e scendere al Bregen de l’ors. La riflessione di Andrea Zanotti presidente del Coro della Sosat: “Come in tutte le liturgie, la ripetizione dopo tanti anni dello stesso gesto, non scade mai in ripetizione, ma conserva, intatta, significati, affetti e volti che vengono così  richiamati ad esistenza e consegnati alla memoria, individuale e collettiva”.

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