Tre punti di vista

“Non voglio essere solo una spettatrice”. “La malattia può privarmi del respiro, ma non del mio spirito”. “Sto facendo qualcosa di buono”. Tre punti di vista – Kate, Marilyn e Bec – rappresentano il cuore di una pellicola che, rispetto alla ben più riuscita versione maschile, “Quasi amici”, e alla più convincente interpretazione di Hilary Swank in “Million Dollar Baby”, punta i riflettori più sull’amicizia che lega le protagoniste che sul rapporto tra corpo e malattia e sulle conseguenze che essa determina nel rapporto con gli altri.

La relazione tra Kate e il marito, e i genitori, che appaiono solo nel finale, così come quella con i medici, inquadrati sempre di spalle, rimane sullo sfondo, lasciando in sospeso molti interrogativi su come, nella realtà, viene vissuta e affrontata una malattia il cui decorso non lascia alternative e su come confrontarsi con il dolore e la morte.

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