Le opere di don Bosco

Martedì 8 dicembre arriva a Trento il musical sulla vita del santo salesiano

Dare un lavoro agli apprendisti, dare un sorriso a tristi, dare santità ai semplici, dare il pane della cultura… A Trento l'Anno santo si apre con le “opere di misericordia” tipiche di don Bosco. Nonostante siano trascorsi duecento anni dalla sua nascita, il santo salesiano riesce ad avere ancora “presa” sui giovani, è ancora capace di incuriosirli e avvicinarli a Dio, di educarli al vero e al bello…. “C'è da non crederci!”, questo il titolo della commedia musicale che martedì 8 dicembre alle 16 andrà in scena al teatro San Marco, in via san Bernardino 6, proposta dall'Istituto Salesiano “Maria Ausiliatrice” con l'intento di far conoscere la figura di don Bosco, padre fondatore dei Salesiani.

Da circa un anno questo musical viene portato in diverse città italiane dalla compagnia teatrale Oratorio Paolo VI di Desenzano del Garda – composta da una cinquantina di giovani delle superiori, più qualche bambino e alcuni adulti -, che sotto la guida attenta e qualificata di Diego Belli e Micaela Rossi, ha deciso di riportare in Italia la commedia musicale di Ivo Valoppi del 1988.

L'ingresso è a offerta libera (è necessaria la prenotazione scrivendo una mail a: musicaldonboscotn@gmail.com): con le offerte si andrà a finanziare il Gruppo Giovani dell'Istituto in vista della partecipazione alla prossima GMG, che si terrà a Cracovia nell'estate del 2016.

La commedia è la storia di san Giovanni Bosco, che nel 1841 giunge a Torino per salvare i giovani poverissimi che vivono tra la strada e la prigione. Dopo un inizio difficile, ostacolato dagli industriali che sfruttavano questi ragazzi, l’avventura decolla e nasce l’oratorio, e con esso un nuovo modo di concepire l’educazione. Il messaggio che lo spettacolo intende trasmettere è legato alla conversione a Cristo, una forza straordinaria capace di sciogliere anche i cuori più induriti.

Il musical ha l'intento di far riflettere gli spettatori, così come è servito a far crescere e maturare anche i suoi giovani interpreti: “Ora don Bosco rientra non solo in scena ma ritorna con noi nella vita – racconta il sacerdote che ha seguito e incoraggiato il lavoro dei ragazzi di Desenzano -. Amante di un vangelo semplice e concreto, ci insegna a stare nella realtà con il suo sguardo e la sua dedizione”.

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