“Leggendaria” tra sport e turismo

La gara trentina che dà il nome alla tre giorni sarà tappa, così come la cronometro di Cavedine, dell'UCI Gran Fondo World Series

“Oggi il ciclismo è lo sport più commercializzato sui mercati d'intermediazione internazionale del turismo verso l'Italia, coprendo ben il 35% del totale. Ed il cicloturismo, che – secondo le rilevazioni dell'ENIT – genera in Europa un indotto di oltre 40 miliardi di euro, nel nostro Paese ha un valore potenziale di 3,2 e sta crescendo a un ritmo costante”.

Lo ha sottolineato il presidente dell'APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, Franco Aldo Bertagnolli, presentando due settimane fa, nella sala Marangonerie del Castello del Buonconsiglio di Trento, la quattordicesima edizione de “La Leggendaria Charly Gaul”, in programma dal 12 al 14 luglio prossimi.

L'attesa tre giorni si aprirà venerdì 12, alle 17, con l'ottava gara a cronometro individuale di 24 chilometri e 442 metri di dislivello, valida quest'anno per la qualificazione alla finale dell'UCI Gran Fondo World Series. I ciclisti partiranno da Cavedine, dove faranno ritorno dopo essere saliti fino a Vigo e scesi toccando Drena, il lago di Cavedine nonché Ponte Oliveti, prima dell'impennata finale (inusuale per una velocissima prova contro il tempo) fra Madruzzo, Lasino e Stravino.

Sabato 13 luglio, su un nuovo percorso unico di 65 chilometri e 690 metri di dislivello, si correrà invece “La Moserissima”, quinta ciclostorica di Trento e sesta tappa del “Giro d'Italia d'Epoca”. Il raduno non competitivo – dedicato a Francesco Moser ed alla sua famiglia – prenderà il via alle 8.30 da piazza Duomo, portando gli avventurieri del pedale e qualche ospite illustre (come Gianbattista “Gibì” Baronchelli, Roberto Poggiali, il campione amatoriale di Canezza, Dario Pegoretti, la nipote di Gino Bartali, Gioia, ed il figlio di Gastone Nencini, Giovanni), tutti rigorosamente in abbigliamento vintage e biciclette antecedenti il 1987, fra le piste ciclabili della Valle dell'Adige, con un 20% di sterrato.

“È un tracciato senza tanta salita, l'unico inconveniente potrebbe essere rappresentato dal caldo. Ma ci saranno più rifornimenti che pedalate, mentre nel ciclismo di una volta – un po' sadico – all'inizio si faticava anche a trovare l'acqua”, ha spiegato Moser, “lo sport in bicicletta del Trentino” com'è stato ribattezzato. “Va detto, però, che passare dalle bici moderne a quelle di più di 30 anni fa, che tra l'altro frenano molto meno, non è semplice neppure per noi esperti. Parliamo comunque di bici ricercate, ormai quasi introvabili, oggi in vendita a prezzi incredibili”.

Domenica 14 scatterà infine alle 8, sempre da piazza Duomo, il contest intitolato all'Angelo della Montagna lussemburghese, anch'esso valevole per la qualificazione alla finale dell'UCI Gran Fondo World Series, oltre che per altri quattro circuiti: Alé Challenge, Inbici Top Challenge, Alpe Adria Tour e Dalzero.

“La Leggendaria Charly Gaul” – alla quale Rai Sport dedicherà circa tre ore di diretta e due di differita – si svilupperà sui due tradizionali ed accattivanti itinerari “Mediofondo” (di 57 km e 2.000 m/dsl) e “Granfondo” (di 141 km e 4.000 m/dsl), fra incantevoli specchi d'acqua, borghi e vigneti sia della Valle dei Laghi sia della Valle di Cembra, fino alla scalata dei 40 decisivi tornanti del Monte Bondone.

“Chi allestisce la manifestazione, che solo per la prova domenicale richiama sempre più di 2.500 appassionati, lo fa con la stessa tenacia, la stessa abnegazione e la stessa umiltà del grimpeur protagonista dell'epica scalata dell'Alpe di Trento nella ventunesima frazione del Giro d'Italia 1956”, hanno fatto notare sia l'assessore comunale con delega per le materie dello sport e della semplificazione Tiziano Uez sia la presidente del Comitato Provinciale del CONI, Paola Mora. “Senza gli oltre 1.000 volontari presenti su tutti i percorsi e ad ogni incrocio – vigili urbani, carabinieri e polizia compresi, che la rendono una delle kermesse più sicure d'Italia – per l'ASD Charly Gaul Internazionale non sarebbe possibile organizzare questa competizione. Dietro la quale c'è una grande strategia, testimoniata anche dal bassissimo impatto ambientale e dai prodotti a filiera corta”.

Non stupisce quindi che i vertici dell'Unione Ciclistica Internazionale abbiano deciso di riassegnare all'organizzazione trentina i Mondiali Gran Fondo 2022, dando così all'evento iridato la possibilità di replicare il successo del 2013.

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