I masi di Salorno

La frazione di Pochi nel comune di Salorno rappresenta una meta per passeggiate ed escursioni di moltissimi trentini. Il vicino parco naturale Monte Corno, una volta raggiunta e superata l’altra frazione di Cauria con i suoi biotopi, foresta e malghe, si frappone come cerniera naturalistica appetita fra Trentino e Alto Adige Südtirol, accanto alla linea di demarcazione etnico politica che si è soliti attribuire al comune di Salorno. L’abitato di Pochi sorge sul versante nord ovest della collina del monte Gaier. Vigila sulla sinistra orografica della valle dell’Adige a cavallo della “faglia di Trodena”, dal punto di vista geologico zona di confine invece tra il porfido di Castelfeder e il calcare della parte bassa atesina. Si tratta di una realtà agro-forestale costituita pure da numerosi masi, molti dei quali antichissimi, plurisecolari. Possono contare su una moderna rete viaria che collega le case sparse fra loro e con Salorno. L’arteria principale s’interseca con le strade interpoderali e con una sentieristica ancora efficiente che per secoli ha rappresentato la via di collegamento di locali e viandanti provenienti anche dalle valli limitrofe trentine (Valli di Cembra, Fiemme e Fassa) che ha dato vita a scambi economici e a molte relazioni di tipo familistico e sociale.

La conferma viene anche dalla recente ricerca di Giuseppe (Bepi) Nardon, ex guardiaboschi della zona, condensata in un libro dal titolo “Fagitanae/ Pochi/ Buchholz – Storia dei masi di Pochi di Salorno”, pubblicato dalla Litotipografia Alcione (Lavis) che approfondisce la realtà storica e geografica di queste unità insediative. Interessante la struttura del libro che agevola indubbiamente la lettura con un preciso schedario ed un indice sistematico accanto alle notizie scritte e ai documenti fotografici e alle testimonianze documentali storiche plurilingue. “Con molta pazienza e passione – ha dichiarato l’autore il quale evidentemente anche durante il suo lavoro era solito osservare, interiorizzare e far proprio un patrimonio culturale che stava scomparendo – mi sono dedicato alla ricerca e allo studio di materiale che potesse fornire informazioni che ho inteso condividere con quanti interessati questa ricchezza culturale pregna di storia, costumi, mestieri e toponomastica”. Una storia dunque non estranea ai trentini.

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