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Decreto di autoriforma del credito cooperativo. Varato dal Governo l’altra sera, il testo definitivo non è quello che il mondo cooperativo si aspettava.
Nel decreto si prevede la costituzione di una holding unica con almeno 1 miliardo di patrimonio – con eccezione di Bolzano – e capitale a maggioranza delle banche di credito cooperativo che aderiscono con contratto di coesione e gradi di autonomia rapportata al rischio.
Una norma inserita nelle ultime ore preoccupa però i vertici del credito cooperativo: è la possibilità per le Bcc o Casse Rurali più grandi, con oltre duecento milioni di riserve, di non aderire alla nuova Capogruppo e trasformarsi in spa senza perdere interamente il proprio patrimonio. Il testo del Decreto prevede solo una imposta straordinaria del 20% sul patrimonio per affrancarsi dal sistema cooperativo e trasformare le Bcc in spa.
“Una norma che ci ha colti di sorpresa” afferma il presidente della Cooperazione Trentina Giorgio Fracalossi. (ascolta qui sotto)