Maternità surrogata, don Rattin: “Si rischia di trasformare in regola ciò che è eccezione”.

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La decisione della Corte d’Appello di Trento che riconosce la paternità ad una coppia omosessuale, riapre il dibattito sulla maternità surrogata.

Un pronunciamento clamoroso, che non è però il primo in Italia in quanto già nel gennaio scorso la Corte d’Appello di Milano aveva  riconosciuto un caso simile.

Tra le prese di posizione, quella dell’avvocato trentino Alexander Schuster, difensore della coppia. “Una sentenza che va oltre la tutela delle coppie omosessuali – afferma I giudici stabiliscono che volere un bambino e fare in modo che venga al mondo rende genitori. La volontà di cura prevale sul legame biologico”. Riconosce, in sostanza, la piena genitorialità di entrambi i padri nei confronti dei minori nati da utero in affitto.

 “Una doppia, clamorosa e mirata disapplicazione delle norme italiane – scrive oggi il quotidiano Avvenire. – Né l’utero in affitto, né l’adozione omosessuale sono contemplati nell’ordinamento italiano”.

Resta ora da vedere se l’ordinanza sarà impugnata: si passerebbe quindi al giudizio della Cassazione.

Ai nostri microfoni interviene il biblista don Piero Rattin. (ascolta qui sotto)

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