Al passo dell’asino

Il pellegrinaggio a Roma di quattro giovani trentini. Il viaggio come destinazione, nel segno dell'incontro e dell'accoglienza generosa. Sognando Santiago de Compostela…

Hanno attraversato mezzo stivale per arrivare a Roma a piedi con i loro due asinelli, che hanno chiamato Diego e Sigaro. È la storia di una giovane coppia di trentini, Angela Gottardello e Damiano Martelli, che lo scorso 5 novembre sono partiti da Covelo sotto la pioggia. Destinazione: la capitale. Con i due c'erano anche il loro vicino di casa Francesco Degasperi, 32 anni, un gelataio di Trento, e il loro amico Mattias Valentini, 28 anni, dipendente in un garden center, che li ha raggiunti poco dopo. Circa 600 km in tutto, per toccare il suolo romano un mese dopo, il 4 dicembre.

La prima tappa l’hanno fatta ad Arco, ospiti dai frati cappuccini, poi hanno raggiunto Affi e Mantova. Hanno attraversato il Po e percorso la ciclopista del Sole, che collega il Brennero con la Sicilia, per poi spuntare sotto le Due Torri con i loro asinelli. Da piazza Maggiore hanno percorso il cammino degli Dei fino a piazza della Signoria, hanno proseguito poi lungo la via Francigena e fatto il loro ingresso trionfale a San Pietro.

Tutto è partito, nella semplicità di questo viaggio, da un sogno, quello di Damiano, 34 anni, già avvezzo ai pellegrinaggi, ma senza animali. Una mattina si è svegliato, dopo aver sognato di entrare a Santiago di Compostela con un asino. “Era marrone scuro e si chiamava Diego – spiega Damiano -, proprio come quello che avremmo comprato poco dopo”. Finché assieme ad Angela, sua moglie che fa la ricercatrice alla Fondazione Mach di San Michele all’Adige, hanno deciso di acquistare questi due quadrupedi nell’allevamento più grande d’Europa. Diego e Sigaro. “Si è alzato dal letto e sapeva quello che doveva fare: cercare un asino e mettersi in cammino. Arrivare a piedi fino a Santiago era un po’ impossibile, quindi abbiamo optato per Roma come primo pellegrinaggio – continua Francesco che si è aggiunto alla coppia -. Siamo partiti, completamente da inesperti. Alcuni di noi non hanno mai avuto un animale, nemmeno un gatto. Per fortuna, però, lungo il tragitto abbiamo incontrato tante persone che invece di Diego e Sigaro se ne intendevano, e ci hanno dato qualche dritta”.

Non sapevano esattamente quando sarebbero arrivati a destinazione: l’importante era partire. “Abbiamo scoperto mano a mano i ritmi dei nostri asini, e poi siamo stati noi ad adeguarci a loro. Erano già abituati a camminare, ma non così e senza carichi – aggiunge Damiano -. Alla fine sono diventati due ottimi compagni di viaggio”. Oltre al perfetto passaporto per farsi aprire le porte, per entrare in relazione con tutte le persone che incontravano lungo il tragitto. Una per tutte un maniscalco che alle 22 di un sabato sera, a San Benedetto Po nel mantovano, ha aiutato i ragazzi, ormai alla frutta, ferrando le zampe dei due asinelli. Una volta arrivati a Roma, i quattro amici hanno subito fatto tappa a San Pietro, ma lì con due animali non potevano proprio stare. La loro idea era quella di incontrare Papa Francesco e magari scattarsi una foto assieme a lui, ma il loro obiettivo era un altro. Il percorso in sé, il viaggio come destinazione. “Ogni giorno succedeva qualcosa, non ci annoiavamo mai e abbiamo incontrato tantissime persone fantastiche – continua Damiano -. In ogni luogo abbiamo trovato un riparo”. C’è chi li ha ospitati, chi ha offerto loro una pizza o regalato del formaggio, chi ha semplicemente ascoltato la loro storia, e chi li ha aiutati a ritrovare la via. “Un’accoglienza clamorosa, ovunque. L’ultima notte abbiamo dormito nel fossato di Castel Sant’Angelo, c’era molta erba. La mattina dopo però ce ne siamo dovuti andare, perché lì non potevamo stare. È arrivato un nostro amico con il traino e siamo tornati a casa con i mezzi. È stata una bellissima esperienza”. Così bella tanto da attirare l’attenzione di Licia Colò che qualche giorno fa ha invitato i ragazzi a raccontare la loro storia nel programma “Il Mondo Insieme” su Tv2000.

Ora già stanno pensando al prossimo viaggio, questa volta a Santiago di Compostela. “Il problema in questo caso è il fattore tempo. Un conto è tenersi da parte un mese per arrivare a Roma, mentre per un viaggio del genere come minimo serve un anno. Vedremo cosa riusciremo a fare” spiega Francesco, che nel frattempo assieme ai suoi tre amici è tornato alla vita di sempre, quella nella sua piccola Covelo, dove vivono anche i loro due asinelli che li hanno guidati fino alla capitale e aspettano che il loro padrone, Damiano, faccia un altro sogno. Questa volta chissà dove li porterà.

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