Le dimensioni dello spreco alimentare sono enormi. La Fao – l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – certifica in 1,3 miliardi di tonnellate la quantità di cibo che ogni anno viene scartato. In Italia la la campagna Spreco Zero parla di oltre 100 grammi di cibo pro capite sprecato ogni giorno (in un anno fanno quasi 37 chili). Eppure molto si può fare per ridurre le eccedenze, a partire dalle abitudini individuali e famigliari, fino alla dimensione collettiva. Anche le mense scolastiche – dove si spreca quasi un terzo dei pasti, 90 grammi di cibo per ogni studente, ad ogni pasto – possono contribuire a ridurre lo spreco alimentare ed esperienze in tal senso non mancano in Italia.
Si è occupato del tema l’ultimo consiglio comunale di Trento, approvando con 35 voti a favore (su 36 votanti, un astenuto) una mozione presentata dal gruppo Pd-Psi (prima firmataria Roberta Zalla) che impegna la giunta comunale a introdurre azioni e misure per la riduzione delle eccedenze alimentari nel Comune di Trento – dove peraltro il volontariato ha attivato reti di collaborazione per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze alimentari – e a svolgere un’attività di informazione e di sensibilizzazione verso un consumo responsabile e consapevole del cibo. A cominciare proprio dalle mense degli asili e delle scuole materne comunali.