Torna il progetto Comun’orto

Il progetto Comun’orto in Brione in una foto dello scorso anno
Fare rete mentre si zappa la terra e si seminano le prime piantine della stagione. È un’idea semplice, vecchia come il mondo, quella della natura che accoglie, unisce e produce. Ed è sulla falsa riga di questo concetto che, grazie all’aiuto di otto organizzazioni e associazioni locali, è nato un anno fa Comun’orto. Un progetto, che non è solo l’orto comunitario degli abitanti del quartiere Brione, ma un luogo di incontri dove mettersi in gioco e ripartire, imparando ad amministrare un bene comune come la terra.

A dodici mesi dai primi lavori nei due terreni, in via Driopozzo e dietro le scuole elementari Gandhi in via Tiella, Comun’orto continua la sua attività, e rilancia con una nuova iniziativa dedicata ai richiedenti asilo, per cui questo progetto è stato pensato, ma di fatto a tutta la cittadinanza. Da maggio a settembre si parte con tre nuovi percorsi di formazione di avvicinamento all’agricoltura sinergica e naturale, aperti a tutti, e della durata di circa sette ore settimanali per due mesi.

“L’anno scorso abbiamo organizzato diversi tirocini per acquisire i cosiddetti prerequisiti lavorativi dedicati ai ragazzi che erano appena arrivati in Italia, soprattutto africani, bengalesi e pachistani. Ora vogliamo fare il passo successivo, e coinvolgere anche gli altri cittadini per far conoscere l’agricoltura naturale e sinergica attraverso una serie di corsi”, sottolinea Carlo Bettinelli, il giovane coordinatore agri-culturale, laureato in agraria a Wageningen in Olanda, che dall’anno scorso è diventato il punto di riferimento per chi frequenta l’orto.

L’iniziativa, che si basa sull’idea di sostenere un tipo di coltivazione che faciliti le interazioni tra piante e microrganismi del suolo per migliorarne la fertilità, nel rispetto degli equilibri naturali, è sostenuta dall’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Rovereto. Al termine del tirocinio, al responsabile dell’area integrazione al lavoro del servizio Pat Cinformi verrà consegnato un foglio di presenza e di valutazione dell’acquisizione dei prerequisiti lavorativi e al richiedente asilo un attestato di partecipazione.

“Quando abbiamo iniziato c’era tanto lavoro da fare: ci siamo dedicati a ripulire il terreno, in particolare quello dietro le scuole Gandhi, che nessuno toccava da almeno cinque anni. Ora punteremo ad avere un orto il più possibile biodiverso, dove sperimentare pratiche come quella della permacultura, che permette di realizzare insediamenti agricoli autonomi simili agli ecosistemi naturali”, sottolinea Bettinelli, che spiega come negli ultimi mesi siano stati attivati anche alcuni percorsi di educazione ambientale con i bambini e i ragazzi delle scuole della zona.

Di tutto questo se ne parlerà sabato 22 aprile alle 17 allo Smartlab di viale Trento, in occasione della Giornata mondiale della terra. Ci sarà il Comitato per la pace e i diritti umani di Rovereto, assieme alle realtà che promuovono l’orto comunitario. Nell’incontro è prevista la proiezione del documentario “Domani” di Cyril Dion e Mélanie Laurent, che parte dalla crisi ecologica che si prospetta con il cambiamento climatico e l’azione dell’uomo, al quale seguirà un momento di confronto con Paolo Cacciari, giornalista e autore di numerosi saggi sui temi dell’economia solidale.

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