L’attualità in un ritratto di famiglia

Dopo i riconoscimenti prestigiosi ottenuti come regista e sceneggiatrice cinematografica, Francesca Archibugi si è cimentata con Romanzo famigliare in una fiction tv o –come preferisce chiamarla- “un film lungo 6 puntate”. L’ultima su Raiuno, lunedì 29 gennaio.

Nel titolo vuole ricordare il romanzo Lessico famigliare della scrittrice Natalia Levi Ginzburg, con la quale ha in comune la sensibilità di uno sguardo rivolto alla concreta quotidianità dei rapporti all’interno della famiglia in una specificità di contesti storici e sociali. Anche in questa fiction che si espande in una pluralità di episodi e personaggi si nota il ricorso ai colpi di scena, dispositivo tipico dell’Archibugi per mutare le prospettive esistenziali dei protagonisti. Il nucleo del racconto è costituito dalla storia dei Liegi, una famiglia livornese di origine ebraica che nel Novecento ha vissuto la tragedia della deportazione e realizzato cospicui profitti nel mondo degli affari. All’attuale crisi dell’azienda il proprietario cav. Pietro Liegi (Giancarlo Giannini) anziano e ammalato non intende arrendersi. Deve anche fare i conti riguardo alla sua vita privata: chiedere perdono alla figlia per essere stato un padre autoritario, aiutare la nipote Micol, sciogliere molti nodi. La figlia Emma (Vittoria Puccini), orfana di madre a otto anni,in seguito a una precoce gravidanza, sposa a 16 anni Agostino,tenente della Marina militare (Guido Caprino). Trasferitasi a Roma con la figlia Micol (Fotini Peluso) – il marito è spesso lontano – affonda nella malinconia, da cui Micol la risolleva con affetto quasi materno. Le loro adolescenze si rivelano speculari con la gravidanza della figlia sedicenne. Rientrato Agostino a Livorno per preparare gli allievi ufficiali dell’Accademia della Marina militare, la famiglia si ricompone nella città delle origini, dove rinascono amicizie e ostilità, ma il problema della gravidanza della figlia amareggia Agostino. Emma ritrova Giorgio, laureato nullafacente, che una lettera anonima indica come il vero padre di Micol per essere poi smentita dall’esame del DNA. Nuovi dispiaceri causerà però ad Emma la presidenza della Fondazione umanitaria del padre. Dopo la movimentata drammatica 5ª puntata, è lecito prevedere che le congiure saranno svelate e si inventerà un gratificante lieto fine?

La bravura degli attori non è in discussione, ma non sempre questa fiction convince sul piano estetico-strutturale, tuttavia ha il merito di fare riflettere sulle inquietudini dell’adolescenza, le carenze di un dialogo educativo, l’uso distorto dei social media, e sulla fragilità del potere fondato sul denaro, esposto a incompetenza e slealtà. Mette in luce con leggerezza un caso raro di fedeltà quasi eroica, per indugiare sulle zone oscure dell’animo umano e sull’universalità dei sentimenti e della condizione umana nelle stagioni del cammino della vita.

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