Leone XIV, primi passi all’insegna di pace, sinodalità e dialogo

© foto Gianni Zotta

“Spero che non si lasci abbattere dalle eccessive aspettative che si ripongono in lui”. È la prima reazione del vescovo di Innsbruck, Hermann Glettler, all’elezione di papa Leone XIV. Lo dice dopo aver osservato la sua “sorprendente cordialità” e la sua sensibilità, espressa da quelle “lacrime agli occhi, sopraffatto dalla grandezza del compito che ora deve affrontare”.

Un Papa destinato a continuare l’opera di chi lo ha preceduto, è la lettura comune nella Chiesa austriaca, all’insegna della pace e della sinodalità. “Non avrebbe potuto esprimere in modo più sintetico e convincente”, dice mons. Glettler, “l’intenzione di continuare il cammino di papa Francesco: dialogo, apertura al mondo, camminare insieme mano nella mano, costruire ponti e mostrare sempre misericordia… tutto questo è il tono originale del suo predecessore. In pochi istanti si è percepito il battito del cuore di una Chiesa sinodale, missionaria e aperta al dialogo. Nessuna persona deve essere trascurata o emarginata. Questo è un messaggio umano, profondamente spirituale e politico”.

Politico e allo stesso tempo al di là di ogni dinamica di potere come le sue prime parole che “sono già un programma: Pace! Ha promesso ai popoli la pace del Signore risorto. Questo messaggio vale per il nostro mondo ferito, in cui milioni di persone soffrono per la guerra, il terrore e l’ingiustizia. Confido che questo nuovo Papa sia un sostenitore dell’unità e della riconciliazione”. Il vescovo aggiunge questa riflessione: “Forse anche la scelta di un americano è un chiaro suggerimento dello Spirito Santo: il messaggio potrebbe essere che l’arbitrarietà e l’avidità dei potenti non devono avere l’ultima parola”.

Elisabeth Rathgeb, direttrice della Caritas diocesana di Innsbruck, vede l’intenzione programmatica nel nome prescelto dal Papa: “Sono felice della scelta del nome Leone XIV: un nome che fa sperare in una rafforzata attenzione alle questioni sociali. In questo momento abbiamo bisogno di una voce per i poveri. Pure il cammino sinodale sembra essere in buone mani con lui. Sono fiduciosa”.

Anche la presidente della Caritas nazionale si dice fiduciosa. “Sulle solide basi del Concilio Vaticano II e nello spirito di una costante continuazione del cammino sinodale, che vede la Chiesa come una comunità”, “continuerà a percorrere la strada della sinodalità e del dialogo che Francesco ha intrapreso” come anche a “promuovere la diversità nella Chiesa”. “Si batterà con coraggio per i poveri e contro la crisi climatica. Perché come Chiesa, non possiamo più tornare indietro a un tempo precedente a Francesco”.

Una voce che sottolinea gli aspetti spirituali che traggono origine dalla vita religiosa del nuovo Papa è quella di suor Judit Nötstaller, che presiede, nel Tirolo, la Conferenza diocesana degli ordini religiosi. “Mi ha colpito il modo in cui papa Leone XIV è rimasto a lungo in silenzio sul balcone”. In silenzio, “eppure capace di irradiare così tanto: calore, simpatia, affetto amorevole. Per me è il simbolo della sinodalità. Che possa costruire ponti in questo mondo in crisi. Come membro di una comunità religiosa internazionale, attendo con ansia i suoi impulsi per la vita religiosa. Prego per lui affinché abbia uno spirito di saggezza e forza”.

A chi vede Leone come un contraltare a Francesco risponde il vescovo di St. Pölten, Alois Schwarz. “Non è in contrasto con Francesco, ma in una continuità organica”, ha affermato. Francesco ha aperto porte importanti, ad esempio ai gruppi sociali emarginati, per la salvaguardia del creato e il rafforzamento delle strutture sinodali nella Chiesa. Secondo Schwarz, Leone continuerà su questa strada, con “approfondimento spirituale e chiarezza teologica”.

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