Il 13 settembre 1944 era una bella giornata di sole di fine estate, un mercoledì, intorno a mezzogiorno. La Seconda guerra mondiale era in corso. Poco più di un anno prima era stato siglato l’armistizio dell’8 settembre 1943 tra il Regno e gli Alleati a cui seguì l’occupazione tedesca dell’Italia. Quel giorno sopra le campagne di Sant’Ilario a Rovereto passò un bombardiere americano. L’allarme era suonato ma in molti pensarono che mai e poi mai l’aereo bombardasse una zona non abitata. Non fu così. Nessuno poteva sapere che l’aereo fosse in avaria e che il pilota avesse deciso di scaricare a terra il proprio carico di morte, in tutto 4 bombe. In campagna c’erano contadini al lavoro e gente a passeggio. Fu una strage, 18 i morti.
Nella ricorrenza, 81 anni dopo, sabato 13 settembre a Sant’Ilario, al monumento eretto a ricordo delle vittime, in via Tiella (nel giardinetto dietro la schiera condominiale), alle ore 18, si svolgerà una cerimonia pubblica con gli interventi delle autorità e una funzione religiosa. Tra gli altri prenderà la parola Fabio Mattevi, presidente provinciale dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra.
Da quel 13 settembre al 24 aprile 1945 vennero sganciate su Rovereto 4799 bombe in 112 incursioni aeree. I morti civili furono 64. Quelli militari 22. “La vita dei roveretani fu tutta compressa dentro questi numeri – scrivono gli storici Diego Leoni e Fabrizio Rasera in “Rovereto 1940-45. Frammenti di un’autobiografia della città” – Il tempo venne scandito dalle sirene degli allarmi, le campane zittirono, le funzioni liturgiche, ridotte nel numero e nella durata, cambiarono orari adeguandosi a quelli dei bombardieri, i cortei funebri furono soppressi, le luci oscurate, i movimenti fortemente limitati”.