È partito il Tour de France. Al via anche Trentin e Oss

Foto A.S.O. – Alex Broadway

Con la partenza della prima tappa da Nizza si apre oggi un nuovo capitolo di questa stagione ciclistica atipica: oggi parte il Tour de France e, assieme al solito entusiasmo che ogni anno la ‘Grande Boucle‘ regala ad ogni appassionato delle due ruote, con l’avvio del primo Grande Giro della stagione rimbombano alcune domande fondamentali.

Chi sono i favoriti?

Egan Bernal. Il campione in carica è sempre l’uomo da battere, ma se ci aggiungiamo la quasi assenza di gare a cronometro (ci sarà una cronoscalata finale) e una squadra condita dal vincitore del Giro, Carapaz, e il fenomeno Sivakov a supportarlo, sarà davvero dura detronizzarlo.

Primoz Roglic. Il Mastino ha fame, la caduta al Delfinato può far male non solo all’orgoglio, ma a Parigi vuole arrivare con le braccia al cielo. Allora al seguito ha una squadra affamata tanto quanto lui: Dumoulin, Van Aert, Martin, Gesink, Bennett e Sepp Kuss.

Thibaut Pinot. Il francese ha nelle gambe e nella testa la chiara ed inequivocabile possibilità di vincere. Tuttavia deve stare attento in discesa (non il suo forte) e che la squadra risponda al meglio. L’anno scorso si è ritirato in lacrime, quest’anno vorrebbe piangere di commozione e magari emozionare una nazione intera, che aspetta un trionfo nazionale dal lontano 1985.

Alejandro Valverde. Perché non può non essere citato, è re solitario in casa Movistar e con alfieri rampanti come Eric Mas e Marc Soler, può far male. Speriamo solo di non vedere tattiche scellerate.

Quintana e Landa. Altri capitani solitari rispettivamente della Arkea Samsic e della Bahrain McLaren, da temere e tenere d’occhio. Ma gli interrogativi su questi due atleti si sprecano ed è giunto il momento della prova del nove.

Non dimentichiamoci però di Alaphilippe, Miguel Angel Lopez e del talentuoso Pogacar, mine vaganti che hanno fatto spesso e volentieri saltare il banco quando servisse. Gli Italiani puntano sugli arrivi in volata di Viviani, sulla forma smagliante di Nizzolo ( campione italiano ed europeo), sull’esperienza di Trentin e Pozzovivo, senza tralasciare Davide Formolo e Fabio Aru. L’Italia, quindi, si presenta ben attrezzata per le volate in questo Tour.

Il ciclista trentino Daniel Oss. Foto Facebook Daniel Oss

E i due trentini? La corsa di Matteo Trentin e Daniel Oss

Matteo Trentin, dopo la fatica degli Europei, si presenta ai nastri di partenza con la formazione CCC, è deputato agli arrivi veloci e si concentrerà sulle tappe mosse per provare a puntare al trofeo più ambito dei velocisti: la maglia verde. La battaglia per questo premio è davvero accesa, lo sa bene Daniel Oss, secondo corridore trentino al via di questo Tour, che, per la Bora-Hansgrohe, sarà fido scudiero di re Sagan che non lascerà scappare la Sua maglia così facilmente.

Matteo Trentin sul podio dopo una vittoria

Quali tappe non perdere?

Domenica 30 agosto – Seconda tappa: Nice – Nice. Pronti e via, serviti sul piatto domenicale 4000 m di dislivello in 187 km, gli uomini di classifica devono tenere già le antenne alzate.

Martedì 1° settembre – Quarta tappa: Sisteron – Orcières-Merlette. Primo arrivo in salita e si cominceranno già a fare i conti sui distacchi.

Giovedì 3 settembre – Sesta tappa: Le Teil – Mont Aigoual. Si comincia a far sul serio, con Col des Mourèzes, Col de la Lusette e Mont Aigoual. Tre GPM non così proibitivi, tuttavia la salita a Lusette di 11,7 km al 7,3% farà selezione e gli 8 km del Mont Aigoual segneranno le gambe dei corridori.

Sabato 5 settembre – Ottava tappa: Cazères – Loudenvielle. Si torna a scalare il Peyresourde (9,7 km al 7,8%) per questo primo giorno sui Pirenei.

Venerdì 11 settembre – Tredicesima tappa: Chatel-Guyon – Puy Mary. Arrivo improbo e terrificante una vera e propria rampa di 2 km al 12%

Domenica 13 settembre – Quindicesima tappa: Lyon – Grand Colombier. Qui tireremo le somme di questo Tour 2020, sarà tappa spartiacque perché chi vuole davvero combattere per la gialla dovrà sopravvivere alla scalata del Grand Colombier.

Martedì 15 settembre – Sedicesima tappa: La Tour-du-Pin – Villard-de-Lans. Il giorno di riposo è presto dimenticato con 164 km e cinque GPM da far tremare i polsi.

Mercoledì 16 settembre – Diciassettesima tappa: Grenoble – Méribel. Tappa creata appositamente per dare spettacolo. Si comincia con il Col de la Madeleine (17,1 km all’8,4%), ma sarà solo l’antipasto del durissimo e inedito Col de la Loze, una salita di 21,5 km al 7,8%.

Giovedì 17 settembre – Diciottesima tappa: Méribel – La Roche-sur-Foron. Ultima prova in linea montana, attenzione all’arrivo sullo sterrato.

Sabato 19 settembre – Ventesima tappa: Lore – La Planche des Belles Filles. Come concludere in gloria? Una cronoscalata a La Planche des Belles Filles. La salita lunga 7 km al 8,7% segnerà la nuova maglia gialla del 2020.

La vera domanda tuttavia rimane una sola: Si arriverà a Parigi?

Il Covid non se n’è ancora andato ed ASO, assieme al ciclismo tutto, ha incessantemente combattuto per riaprire questa stagione e far disputare il Tour. Quindi ci saranno regole ferree e rigidissime, pochi spettatori a bordo strada, e soprattutto un controllo certosino sulle squadre partecipanti. Il rischio c’è ed è pesante, anche vedendo la recente crescita dei casi di contagio, ma come sempre solo il tempo ci dirà come andrà a finire questa ennesima battaglia nella battaglia.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina