Parola d’ordine: creatività!

Con ago e filo tra passione, solidarietà e integrazione. L'attività della Scuola di cucito non si ferma nemmeno d'estate: e le proposte sono rivolte anche ai più piccoli

La parola d’ordine è una: creatività. Per dare libero sfogo alla vena artistica che si nasconde in ognuno di noi, in fondo, non servono grandi cose: sono sufficienti un ago, un filo e una macchina da cucire. La passione per questi oggetti e per il mondo di creazioni che può nascerne, unisce donne, ragazze e bambine nella Scuola di cucito di Borgo Valsugana, coordinata da Moira Faitini, presso la Fondazione Romani Sette Schmid. La Scuola (on line all'indirizzo www.lascuoladicucito.com), attiva dal 1881, quando i corsi di cucito venivano gestiti dalle suore di Maria Bambina, nel 2000 cambia gestione, e si trasforma in un vero e proprio studio nel quale, a corsi di sartoria tradizionale, si aggiungono attività di cucito creativo.

Ci sono corsi per chi si accosta per la prima volta all’arte del cucito, ma anche laboratori per esperte; entrambi sono strutturati in dieci lezioni da due ore settimanali ciascuna, che si svolgono in orari a scelta (la mattina, il pomeriggio o la sera). Ma la Scuola propone anche corsi estivi per bambini. La prossima iniziativa, organizzata in collaborazione con la biblioteca comunale di Roncegno, Family in Trentino e Sistema Culturale Valsugana Orientale, è un laboratorio di ricami – “Il tempo nelle mani” – per bambini dai 6 ai 14 anni, nel quale gli alunni potranno imparare i punti principali del ricamo.

La Scuola di Cucito offre e ha offerto, anche delle occasioni d’incontro con altre realtà e culture, grazie a progetti interculturali e nel campo sociale coordinati da Moira Fantini. È il caso di un campo di lavoro svoltosi nel settembre del 2011 presso la Cooperativa delle Donne di Bağlar nella città di Diyarbakir, nel Kurdistan turco. Le allieve della Scuola di Cucito sono state ospitate dalle famiglie delle donne della Cooperativa, attiva con corsi di formazione, sostegno legale e psicologico nei confronti delle donne provenienti da famiglie disagiate.

Hanno coinvolto le alunne della Scuola di Cucito anche “Cucire le differenze”, un vero e proprio laboratorio di socializzazione che ha dato la possibilità a donne trentine impegnate in associazioni di volontariato e a donne immigrate di incontrarsi e dialogare, “Vestiti abitati”, un laboratorio sartoriale itinerante svolto grazie alla collaborazione della cooperativa sociale “Cassiopea” e dell’associazione culturale “Il gioco degli specchi” di Trento, un corso di cucito e sartoria con le ragazze di San Patrignano e il sostegno al progetto dell’UNICEF “Pigotta: la bambola che salva la vita”.

In primavera, si è svolto invece il progetto “Laboratorio didattico – La Grande Guerra”, inserito nell’ambito delle attività opzionali facoltative, che ha coinvolto gli alunni della scuola elementare di Torcegno. Un modo per ricordare creativamente, con vari lavoretti, il centenario della Prima Guerra Mondiale.

“La Scuola di Cucito ha sostenuto anche, con dei mercatini a Ischia e Tenna, la raccolta fondi per due ragazze trentine che hanno creato una casa di accoglienza per bambini orfani ed abbandonati in Perù, la Casa Madre Teresa”, conclude Moira. Un modo solidale, culturale e sociale di declinare una passione, quella per il cucito.

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