Ridere a crepapelle o ballare scatenati fa bene sia che si sia giovani sia che si sia anziani. Alcune cose non si sopportano da bambini, alcune (altre) neanche da vecchi. Essere anziani è come essere bambini, ma solo un po’ diverso. Questo è il cuore dell’albo illustrato “Com’è essere nonni?” (Lapis – età 6+) di Bettina Obrecht con le illustrazioni di Julie Völk. Una bambina e il suo fratellino un giorno fanno questa domanda alla loro nonna mentre sono al parco e la sua risposta è semplice “Oh, è proprio come essere bambini, solo un po’ diverso”.
Pagina dopo pagina i confronti tra le due età si susseguono entrando in questioni quotidiane, come ballare, ridere, arrabbiarsi, ubbidire, trovare amici e cantare in bagno, ma anche in altre più profonde, quasi filosofiche, come il tempo, il futuro, i sogni, la tristezza e l’amore. Nel complesso tutti aspetti che riguardano l’esistenza umana indipendentemente dall’età, con somiglianze e differenze tra le fasi della vita, ma nelle quali alcune cose non cambiano. La conversazione tra nonna e nipoti è accompagnata a livello visivo dalle illustrazioni che ne sottolineano o ne sfumano i punti più rilevanti. Un gioco di matite colorate e acquerelli che, opponendo tratto fine e deciso a macchie di colore meno definite, rendono le figure alternativamente nitide o corpose, forti o vulnerabili a seconda di ciò che il testo racconta.
Interessante la presenza in quasi tutte le scene di personaggi che prendono forma solo in contorni sottili che rispecchiano i protagonisti, condensano gli eventi e ampliano lo spazio semantico. L’interpretazione del lettore è quindi incentivata ad andare oltre ciò che si vede e si legge per trovare altri livelli di significato. È come se il presente colorato dell’oggi si ampli con il passato ricordato dalla nonna o il futuro che attende i bambini. Anche il pensiero della fine della vita entra in questa carrellata di situazioni completando in modo alquanto sereno quanto delicato, il quadro completo dell’invecchiamento.