Sicor, la Provincia incontra impresa e sindacati

I lavoratori Sicor in mobilitazione. Foto Facebook CGIL del Trentino

Dopo il presidio dei lavoratori della Sicor di Rovereto, questa mattina davanti al palazzo della Provincia, nuovi contatti sono stati avviati dall’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro Spinelli, assieme al suo staff dirigenziale, con i vertici della Sicor di Rovereto, le rappresentanze sindacali e Confindustria Trento, per esplorare i margini di una possibile ricomposizione della vertenza che ha portato alla disdetta unilaterale del contratto collettivo da parte dell’azienda.

In mattinata l’assessore ha anche ricevuto le rappresentanze sindacali di Cgil e Cisl, che hanno manifestato davanti alla sede di piazza Dante. L’impegno della Provincia è agevolare la ricerca di una soluzione nell’interesse ad un tempo dell’azienda, che opera soprattutto sui mercato internazionali, e dei circa 170 lavoratori attualmente impiegati. Ciò anche attraverso la composizione di un tavolo al quale le parti possano confrontarsi con la mediazione dell’assessorato.

“Chiediamo a Sicor di tornare sui propri passi. Ci aspettiamo che Confindustria e Provincia si uniscano al nostro appello e facciano tutto il possibile per arginare questa pericolosa deriva”, insistono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti: “La decisione di Sicor è di una gravità estrema, soprattutto in un momento delicato come quello attuale. Per ripartire e crescere serve rispetto delle regole e compattezza di tutte le parti in gioco. In questo modo si punta solo a demolire le positive relazioni industriali che da sempre caratterizzano il nostro territorio”. La cancellazione del contratto nazionale di settore potrebbe comportare retribuzioni peggiori, minori tutele su malattia, infortunio, permessi, lavoro straordinario e quant’altro oggi fissato nel contratto dei metalmeccanici, dicono ancora i sindacati: “I lavoratori e le famiglie sono già messi in grave difficoltà dalla crisi economica. Non è con azioni irresponsabili di taglio del salario che si costruiscono soluzioni. Scelte di questo tipo ipotecano anche la tenuta sociale della nostra comunità”.

Come sottolineato dall’assessore, anche a fronte della disponibilità manifestata dall’azienda ad effettuare nuovi investimenti, deve essere chiaro l’obiettivo finale a cui tendere, una crescita che vada a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti e non da ultimo del territorio. Anche perché, è stato ricordato, la legislazione provinciale “premia”, con una riduzione Irap, le aziende che operano in Trentino, a condizione che dal 2020 non disapplichino contratti collettivi nazionali o non li applichino con condizioni peggiorative. Al contempo, se a seguito di nuovi colloqui vi saranno i chiarimenti sperati, la Provincia potrà fare la sua parte anche “accompagnando” l’azienda nel suo percorso di rilancio e di innovazione.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina