Il Consiglio provinciale approva la riforma della ricerca

La sede della FBK a Povo. Foto ufficio stampa Consiglio provinciale

Rafforzare la capacità di trasferimento tecnologico e contribuire allo sviluppo dell’economia locale tra i soggetti del sistema. Questi gli obiettivi della riforma della ricerca proposta dall’assessore Spinelli, approvata dal Consiglio provinciale mercoledì 21 ottobre scorso con 27 voti a favore e tre di astensione espressi da Futura e da AleMarini del gruppo misto.

Il testo introduce nella normativa provinciale sulla ricerca del 2005 l’Hub Innovation center (Hit), per garantire e potenziare con il coordinamento di questa Fondazione le ricadute sull’economia trentina delle attività di studio portate avanti da tutti gli istituti specializzati che operano in questo settore con il sostegno della Pat. La sua approvazione è arrivata dopo l’accordo raggiunto al termine di lunghe trattative tra la Giunta e le minoranze, che ha permesso di superare l’ostruzionismo sia di Futura che del Pd. La capogruppo del Pd Sara Ferrari ha annunciato il ritiro di tutti gli emendamenti da lei firmati, mentre Paolo Ghezzi, di Futura, ha mantenuto soltanto due delle sue proposte di modifica, avendole firmate insieme all’assessore.

Attualmente i soci della Hit sono Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Mach e Trentino Sviluppo. Tra i soci anche la PAT, che esprimerà il Presidente nominato in maniera condivisa. Ambito principale è l’attribuzione di nuova qualificazione giuridica e sistematica alla Fondazione Hit che viene riconosciuta quale ente strumentale della Pat. Dal punto di vista finanziario non cambia nulla, le risorse anziché ai soci verranno direttamente alla fondazione Hit. Tra le modifiche al testo ottenute dalle minoranze la presenza di almeno due donne nel cda di Hit, ovvero 1/3 dei componenti. Quanto al calo delle risorse e alla richiesta di fissare a bilancio una percentuale minima destinata al comparto si è raggiunta una mediazione d’impegno da parte della Giunta provinciale a considerare prioritario l’investimento sulla ricerca. 

 

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