Greta, così piccola così grande

È stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia, all’inizio di settembre, il documentario che Nathan Grossman ha girato seguendo i passi di Greta Thunberg nella sua battaglia per il clima. Un film atteso da quanti hanno a cuore le sorti del pianeta e un po’ di curiosità nei confronti della ragazzina che, nel giro di neanche un anno, è riuscita ad innescare una mobilitazione mondiale per l’ambiente.

Dopo esser passato per vari festival internazionali, tra ottobre e novembre il film è arrivato nelle sale di Europa, America, Canada, Australia e Nuova Zelanda. In Italia lo si può vedere sulla piattaforma digitale #iorestoinsala supportata dal sito mymovies.it.

I am Greta (Io sono Greta) documenta con semplicità lineare i principali eventi che hanno portato la quindicenne svedese alla ribalta mondiale, dallo sciopero scolastico di 3 settimane, apparentemente inutile se lo si guarda dagli effetti avuti sul parlamento svedese, fino all’intervento all’Onu il 24 settembre 2019 quando Greta ha posto i grandi della terra di fronte alla propria irresponsabilità.

Io non dovrei essere qui, io dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’Oceano! Voi venite da noi giovani in cerca di speranza… Come osate? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote, eppure io sono una delle più fortunate. Persone nel mondo stanno morendo, interi sistemi stanno collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa e voi siete solo capaci di parlare di soldi e di favole come la crescita economica infinita. Come osate?! Il messaggio di Greta è semplice ma va dritto al cuore della questione. Il film riflette e supporta questa semplicità. Non va a scavare nelle motivazioni, o sulle fragilità (Non soffro della sindrome di Asperger, ce l’ho e basta), o sul modo in cui un’ipersensibilità personale è divenuta sensibilità, stile di vita e attivazione familiare. Lo mostra, nell’accadimento quotidiano come nell’evento straordinario. Lascia vedere la coerenza tra le due dimensioni.

Ciò che balza all’occhio è la piccolezza di questa ragazzina rispetto al contesto, anche nelle manifestazioni studentesche. Quasi bambina rispetto ai suoi anni. Lei, la più piccola tra i coetanei, e la più ferita – come rivela in uno dei pochi passaggi intimi – quella emarginata e bullizzata dai compagni, capace di prendere su di sé un problema di portata enorme, capace di scuotere un’umanità che dorme mentre la casa è in fiamme. Una forza della natura, sottotitola l’edizione italiana. La forza debole della natura, che mette tutta la propria vita senza risparmiare nulla per la salvezza della terra, anche se ciò le costa – vorrebbe poter fare altro, ciò che fanno i ragazzi alla sua età – e a volte la pressione della responsabilità assunta al posto di altri, è intollerabile. Come pure la pressione dell’odio che suscita intorno.

Non sentite in tutto questo un’eco e un preannuncio di Natale? Una luce scende dalla Svezia.

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