Morto Pisoni, “portò” l’Europa in Trentino

Ferruccio Pisoni mostra il busto di Edmund Mach

Con la scomparsa di Ferruccio Pisoni, la notte scorsa all’età di 84 anni, il Trentino perde un politico appassionato e apprezzato, fra i più convinti e determinati nel diffondere nella nostra terra l’idea dell’Europa unita. Nato a Sarche il 6 agosto 1936, s’impegnò fin da giovane nel mondo universitario cattolico e come esponente molto attivo nella Democrazia Cristiana. Dopo una lunga esperienza di deputato per quattro legislature dal 1968 al 1983  (fu anche sottosegretario al ministero dell’Agricoltura nel governo Cossiga), Ferruccio Pisoni fu eletto al Parlamento europeo nel 1984 e nel 1989, arrivando a ricoprire ruoli di coordinamento all’interno del gruppo del Partito Popolare Europeo.
In quegli anni d’attività instancabile Pisoni fu il ponte fra il Trentino e l’Europa, costantemente impegnato a far comprendere le ricadute delle scelte europee nella nostra economia ma anche a rappresentare a Strasburgo e Bruxelles le esigenze delle regioni di montagna.  Fedele all’insegnamento di Degasperi, Pisoni si dedicò senza sosta anche a far conoscere lo spirito e le organizzazioni dell’Europa unita e si fece promotore di molti viaggi di studio per giovani e professionisti della nostra Provincia: tanti trentini hanno conosciuto l’Europa grazie a lui. Nello stesso tempo, fu attivisisimo con conferenze incontri e convegni a promuovere la “casa comune europea” nel nostro Paese e nella nostra terra.

Terminata l’attività politica, mise le sue competenze e la sua apertura universale a servizio del mondo dell’emigrazione trentina, sviluppando progetti per i nostri emigrati all’interno dell’associazione Trentini nel mondo di cui fu anche presidente dal 1994, favorendo la fusione con l’Unione Famiglie Trentine all’estero.

Molto legato all’ambiente cattolico e amico dell’arcivescovo emerito Luigi Bressan,  Ferruccio Pisoni è sempre stato disponibile al servizio, sia nella dimensione parrocchiale che diocesana. Alla sua famiglia la vicinanza della nostra redazione, alla quale era molto legato.

 

 

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