Living Memory torna per l’edizione 2026 riaffermando il proprio ruolo di iniziativa culturale di punta, non solo dedicata alla celebrazione della Giornata della Memoria, ma impegnata a trasformare la conoscenza storica in un essenziale strumento di comprensione della complessità e di impegno civile. Living Memory 2026 propone quindici giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti con un doppio programma. Dal 12 al 22 gennaio viaggia tra i territori della provincia di Trento (Levico Terme, Predazzo, Cles, Riva del Garda, Borgo Valsugana, Rovereto) mentre dal 22 al 27 gennaio il Festival della Memoria arriverà a Trento prima ospite dell’Università di Trento grazie alla collaborazione con il Laboratorio Interdipartimentale Memoria e Società (LIMS) e poi nella sala InCooperazione di Trento che per il secondo anno consecutivo ospita tutti gli incontri principali del festival.
“Living Memory – spiega Denise Rocca, curatrice dell’evento organizzato dall’associazione Terra del Fuoco Trentino con il Museo di Auschwitz-Birkenau, la Fondazione Museo Storico del Trentino, il Lims dell’Università di Trento, la Federazione della Cooperazione – offre modo di confrontarsi con un pezzo di storia che è stata una grande tragedia dell’umanità da conoscere e studiare, ma che ha anche riverbero sull’oggi: la stringente attualità dei conflitti in corso lo dimostra. L’attualizzazione di momenti che possono apparire lontani a chi è nato pochi anni fa è credo una delle sfide dell’educazione alla memoria che Living Memory affronta per formare cittadini con la C maiuscola, che si impegnano nella propria comunità, nella società civile o nella politica, consapevoli che il ruolo del singolo nella storia è stato importante e lo è anche oggi. E consapevoli anche dei legami fra i vari temi: nel festival quest’anno ci sono approfondimenti sull’intelligenza artificiale, sulla propaganda, sulle discriminazioni passate e attuali, sul ruolo dell’economia, che rendono vivo ed evidente il legame fra i fatti storici di cui parliamo, il nostro presente e soprattutto il nostro futuro”. Quest’anno gli incontri del festival a partire dal 23 per concludersi con la testimonianza della sopravvissuta Halina Birenbaum la mattina del 27 gennaio, si svolgono nella sala InCooperazione della Federazione della Cooperazione Trentina.
Spiega Italo Monfredini, vicepresidente vicario della Federazione Trentina della Cooperazione: “Siamo partner di Living Memory da diversi anni perché crediamo sia fondamentale dedicare attenzione alle giovani generazioni, offrendo loro strumenti seri e rigorosi per trasformare la narrazione quotidiana in conoscenza storica. Continuare a parlare delle grandi tragedie del Novecento è essenziale per l’insegnamento che ancora ci trasmettono. Il movimento cooperativo è pacifista per statuto e iniziative come questa esprimono pienamente il nostro impegno culturale e civile, che vogliamo continuare a promuovere”.
Tanti avvenimenti dell’oggi sembrano ripercorrere logiche, pensieri degli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale con guerre sempre più numerose, un grande ritorno dei populismi in tutto il mondo, una fascinazione per “l’uomo forte al comando”, la paura del diverso. Living Memory, partendo dalla storia e dalla memoria dell’Olocausto, vuole portare i partecipanti e le partecipanti a riflettere sulla complessità di questi eventi dell’oggi trasformando al memoria in azione e in impegno sociale.
Dice Luigi Blanco (presidente della Fondazione Museo storico del Trentino): “Riflettere sul tema della memoria non è facile e ciò vale sia per i singoli che per gli enti collettivi, eppure è fondamentale perché consente di vivere con maggior consapevolezza un presente carico di complessità e incognite. Una manifestazione come questa – con numerosi eventi, tutti di assoluto rilievo, e in grado di coinvolgere tantissimi giovani sia come pubblico che nell’organizzazione – va perciò curata con grande attenzione e la Fondazione Museo storico del Trentino è orgogliosa di esserne partner fin dal suo esordio”.
Fra i partner della manifestazione anche il Lims (Laboratorio interdipartimentale memoria e Società dell’Università di Trento), di cui la professoressa Giorgia Proietti è coordinatrice: “La collaborazione con Living Memory è preziosa per l’Università di Trento, che nel 2022 ha istituito un centro di studi sulla memoria, appunto il LIMS, che è molto attivo sul fronte della ricerca scientifica interdisciplinare sulla memoria, ma anche su quello della disseminazione e divulgazione. La cosiddetta ‘terza missione’ è anzi una dimensione cui l’Ateneo tiene molto, nella convinzione che i risultati della ricerca accademica, anche di ambito umanistico, abbiano un senso solo se immessi nella società e messi a disposizione di una riflessione più ampia, meno specialistica, ma non meno importante. Gli eventi di Living Memory co-organizzati dal LIMS, due incontri di approfondimento in programma nella mattinata del 22 gennaio a Palazzo Prodi, sede del Dipartimento di Lettere e Filosofia in via Gar 14, sono in linea proprio con queste premesse. Entrambi verteranno infatti su aspetti della ricerca accademica sull’Olocausto che hanno un nesso diretto, concreto, tangibile con l’oggi. Interverrà dapprima Katrin Antweiler (Università di Brema), in dialogo con lo storico Umberto Tulli (Trento), a proposito della memorializzazione dell’Olocausto nei musei per i diritti umani. Sembra un tema banale – l’Olocausto è il primo episodio della storia a venire in mente a chiunque quando si parli di (violazione di) diritti umani, ma la sua narrazione in un contesto museale non è per nulla scontata né banale: quale matrice deve avere la narrazione museale dell’Olocausto: nazionale o globale? Il messaggio etico deve essere esplicitato oppure lasciato all’elaborazione di ogni visitatore? L’enfasi va posta sul dovere morale di ricordare o sulla necessità terapeutica di dimenticare? A seguire, il sociologo Thomas Van de Putte (Trento), in dialogo con lo storico Hannes Obermair (Eurac, Bolzano), interverrà a proposito di come la comunità cittadina dell’odierna di Oswieçim (Auschwitz) si relazioni oggi con il peso ingombrante della Shoah che è fisicamente iscritta nella memoria del proprio territorio, e quali riverberi abbia nella vita quotidiana il passaggio di migliaia di persone in visita al campo di concentramento/Museo. Sono insomma entrambi esempi di ricerca accademica che interagisce concretamente con l’oggi e che di conseguenza sollecita interrogativi importanti, sul passato e sul presente”.
Il programma completo di Living Memory, con la possibilità di iscriversi agli eventi che sono tutti gratuiti, è online: www.livingmemory.cloud