La novità è assoluta in regione, ma rara anche a livello nazionale. A Bolzano dal prossimo anno gli studenti appassionati di comunicazione sociale potranno frequentare presso lo storico Istituto Marcelline un liceo linguistico “con curvatura giornalismo & media communication”. La nuova definizione – come hanno spiegato a Trento alla stampa i dirigenti della scuola altoatesina invitando gli studenti trentini interessati a chiedere informazioni entro il 14 febbraio – prevede che accanto alle materie di indirizzo proprie del liceo linguistico (con possibilità di scelta fra cinese e francese come lingue opzionali, mentre tedesco, inglese e spagnolo sono proposte a tutti con il metodo CLIL) ci siano anche alcune ore dedicate allo studio dei mass media, offerte anche nel pomeriggio attraverso workshop guidati da professionisti del settore. Quanto la scuola abbia già lavorato in questi anni in questa direzione lo hanno dimostrato le studentesse Nicole e Luelle, dell’attuale classe quarta, mostrando e commentando in un video un Tg scolastico autoprodotto che annuncia la notizia del nuovo indirizzo.
La dirigente scolastica Daisy Corvetta ha sottolineato che il nuovo liceo avrà una configurazione su base quinquennale (e non più quadriennale come nell’attuale sperimentazione) per dare la possibilità di un approfondimento maggiore per le discipline nuove che si affiancheranno allo studi delle lingue ed ha ricordo la possibilità per gli studenti che vengono da fuori provincia di poter usufruire del convitto interno all’Istituto Marcelline. Il professore di italiano Francesco Comina, giornalista professionista che ha ispirato questo progetto, ritiene che questo nuovo liceo potrà trovare “legami con le realtà strutturate che lavorano sul campo della comunicazione in regione”, sia quella scritta sia quelle in video e anche con le scuole che lavorano sulla documentaristica e sui film. Una “benedizione” all’iniziativa didattica è venuta anche da Rocco Cerone, segretario generale del sindacato dei giornalisti (FNSI) che ha sottolineato il percorso avviato in Alto Adige sui temi etici posti dall’Intelligenza Artificiale che hanno portato alla pubblicazione da parte del sindacato della “Carta di Bolzano”.