A un anno dalla morte di Sara Piffer, il “grazie” di Giovo

“È paradossale, dietro una tragedia dire ‘grazie’: eppure è stato così.  Tante volte ci si accorge delle cose belle, quando queste mancano.  Anche a noi è stata cambiata la vita dal quel 24 gennaio di un anno fa…  Sara ci ha fatto riflettere, ci ha fatto capire la fragilità della vita, ci ha fatto capire che tante cose che diamo per scontate, in realtà non lo sono, ci ha fatto capire che la vita è un dono, che va vissuta e, a sua volta, va donata”. Lorenzo Piffer, papà della promessa del ciclismo travolta e uccisa da un’auto il 24 gennaio 2025, trova ancora una volta la forza di ricordare la figlia, a un anno esatto dalla scomparsa, al termine della Messa in suffragio di Sara, nella parrocchiale di Palù di Giovo gremita, nel tardo pomeriggio di sabato 24 gennaio, di compaesani e amici, tra i primi banchi i compagni di classe e di squadra della ragazza.

Nella liturgia, presieduta dal parroco don Lamberto Agostini e concelebrata dai collaboratori don Lucio Tomaselli e don Romano Caset, accanto al prete atleta don Franco Torresani, risuona il Vangelo della prima chiamata di Gesù ai discepoli.  “Il Signore – commenta don Lamberto – sempre ci cerca e si fa nostro compagno di viaggio, e l’incontro con Gesù è sempre decisivo: anche Sara ha lasciato tutto per seguire Gesù. E non importa se la vita sarà di cento anni o di diciotto, ciò che importa è che sia vissuta bene”.

A un anno dalla scomparsa, si fanno sempre più nitidi i tratti di una ragazza speciale: il suo entusiasmo contagioso negli impegni quotidiani e nell’attività sportiva, la capacità di riflettere sul senso della vita, la forza delle relazioni, una fede non comune. Tratti che hanno indotto l’amministrazione comunale rappresentata sabato dal sindaco Riccardo Dalvit a intitolare a lei – in deroga al regolamento sulla toponomastica – la via che dal centro del paese sale al capitello della Madonna del Vascon, la cui statua venne restaurata da una Sara appena sedicenne. Da sabato sera la via si chiama ufficialmente così: “Salita Sara Piffer e Sportivi vittime della strada”, ricordando in particolare i troppi ciclisti morti in allenamento, come il coetaneo di Sara, Matteo Lorenzi scomparso anche lui poco più di un anno fa, come ha ricordato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rimarcando il grazie per la straordinaria lezione di perdono offerta fin da subito dalla famiglia di Sara.

La “Salita Sara Piffer”, percorsa sabato sera da migliaia di persone alla luce della fiaccole, si motiva anche per un’altra scelta: la presenza lungo il percorso delle 14 stazioni della Via Crucis (realizzata con i disegni di Sara) e, accanto delle altrettante stazioni della Via Lucis, “la recente pratica di origine salesiana – rammenta nell’ultimo numero il settimanale Vita Trentina – che ben si avvicina al messaggio spirituale degli appunti ritrovati nei diari di Sara e realizzati nelle sue scelte di animatrice parrocchiale e di atleta promettente”. Il progetto della Via Crucis/Lucis è dell’architetto/designer Alberto Podestà.

Alla Via Lucis fa riferimento nel suo Messaggio anche l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, tra i primi un anno a fa a riconoscere la forza della testimonianza di Sara e della sua famiglia: “Più trascorre il tempo – scrive don Lauro – e più, cara Sara, la tua luce gentile si diffonde. È come una fiammella che passa di mano in mano”. Tisi ringrazia la famiglia (“La vostra unità e il vostro desiderio di fare di Sara una memoria attiva sono straordinari” scrive a Lorenzo, Marianna e agli altri tre figli) e la comunità di Giovo per “il grande affetto e la riconoscenza che dimostrate per Sara e la vicinanza non scontata ai suoi genitori e ai suoi fratelli: anche voi state costruendo Regno di Dio, ogni giorno, a piccoli passi. Come quelli che ci sono richiesti per salire – e lo farò presto anch’io con voi (il 16 marzo, n.d.r.) – su fino alla Madonna del Vascon, lungo quella ‘Via Crucis’ che, rischiarata dal sorriso di Sara, è sempre più ‘Via Lucis’.”

Il racconto completo della giornata sul sito web della Diocesi di Trento.

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