“Quest’onorificenza è tanto gradita, quanto inattesa”, è stato il commento a caldo ieri pomeriggio del dott. Valerio Costa, 88 anni, psicologo e sociologo, fondatore del Centro Antidroga di Trento, nominato commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana “per essersi prodigato per gli altri nel corso dell’intera carriera”.
“Già direttore del Sert di Trento – dice la motivazione – ha continuato anche dopo l’attività professionale a prodigarsi per le persone più fragili, dedicando il suo tempo al recupero dalle tossicodipendenze e ad “uscire” dalla problematica dei disordini alimentari”.
Un riconoscimento che gli sarà consegnato il 3 marzo al Quirinale e che premia anche tanti altri pionieri dell’impegno trentino nel contrasto alle dipendenze. Era il 1974 e i drogati erano considerati dalla legge dei delinquenti da arrestare invece che dei malati da curare, quando Costa cominciò ad accoglierli in due stanze della canonica di San Pietro, messe a disposizione dal parroco don Dante Clauser.
Costa, che aveva lasciato dopo 12 anni il sacerdozio d’intesa con l’allora Arcivescovo Alessandro Maria Gottardi, cominciò un’attività preziosa che lo portò in pochi anni – con l’aiuto di amici come il prof. Paolo Prodi e il nostro ex direttore don Vittorio Cristelli a fondare l’Associazione Centro Antidroga.
Fu la morte di Paolino Eccher, 15 anni, prima vittima dell’eroina nel giugno 1975, a dare uno scossone alla società trentina e, grazie anche alla nuova legge varata sei mesi dopo, si avviò un percorso di cui Valerio Costa fu promotore e regista, chiamato dopo nove anni dalla Provincia a organizzare l’intero servizio provinciale delle tossicodipendenze. Nel 2018 gli fu assegnato il riconoscimento provinciale dell’Aquila di San Venceslao per l’attività svolta assieme a molti collaboratori e specialisti nella Comunità Terapeutica di Camparta, aperta ufficialmente nel 1977 e ancora oggi attiva, e anche per l’impegno profuso sull’emergente frontiera dei disturbi alimentari. Sollecitato dai genitori dell’associazione Arca e dall’allora assessore alla sanità Mario Magnani, avviò negli anni Novanta il Centro provinciale aprendo anche a Maso Zancanella una comunità per ragazze con problemi di anoressia e bulimia: “Qualche tempo fa – ci ha raccontato Costa in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano Avvenire – mi ha telefonato una delle prime pazienti per dirmi: domani mi laureo in medicina e se arrivo a questo lo devo a te”. Una soddisfazione che il neo commendatore condivide con tutta l’equipe: “è fondamentale tutto il contesto che si crea intorno alla persona fragile, per portarla ad evolvere senza paura”.