Officina Comune sullo sgombero del centro sociale Askatasuna: “Necessario sgomberare un luogo che crea relazioni?”

La manifestazione nazionale che si è svolta a Torino ha visto la partecipazione di circa 50.000 persone ed è stata indetta in seguito allo sgombero del centro sociale Askatasuna, realtà con una storia trentennale profondamente radicata nel quartiere Vanchiglia. Alcune di noi erano lì.

“Come molti spazi sociali presenti a Torino e in altre città – scrive Officina Comune -, Askatasuna è stato per anni un luogo di aggregazione attraversato da abitanti del quartiere, famiglie con bambini e bambine, giovani e associazioni. Le attività proposte erano molteplici e rispondevano a un bisogno concreto di socialità, rappresentando un antidoto alla solitudine e alla frammentazione che segnano sempre più le nostre comunità”.

“Le persone scese in piazza hanno posto alcune domande semplici e di valenza profondamente politica: è davvero necessario sgomberare un luogo che crea relazioni, incontro e partecipazione? Perché intervenire con uno sgombero proprio mentre era in corso un percorso di dialogo con il Comune, finalizzato a restituire lo stabile alla comunità che già lo animava e lo faceva vivere? Perché riaccendere il conflitto nel momento in cui sembrava possibile una soluzione condivisa?”.

“La quasi totalità delle persone presenti il 31 gennaio a Torino ha manifestato pacificamente, seguendo il percorso autorizzato del corteo. Ha esercitato un diritto sancito dalla Costituzione ed espresso un bisogno di spazi di incontro e di aggregazione, capaci di rafforzare la coesione sociale e la partecipazione democratica. Abbiamo poi visto tutti e tutte con preoccupazione le immagini di violenza esplosa a fine giornata”.

“Nel Consiglio comunale del 3 febbraio, anche il nostro Gruppo Consiliare, dopo alcune modifiche importanti e un vivace confronto in aula, ha votato l’ordine del giorno proposto dal gruppo consiliare Giorgia Meloni Fratelli d’Italia, che nella sua formulazione originaria condannava esclusivamente i comportamenti violenti da parte di alcuni manifestanti. Abbiamo voluto specificare che l’azione di singoli o di gruppi non può essere il pretesto per accusare la moltitudine che ha manifestato e abbiamo ritenuto importante sottolineare che vanno condannate tutte le violenze, da chiunque verso chiunque, certamente anche quelle verso le forze dell’ordine, ma anche quelle verso i cittadini e le cittadine. Riteniamo corretto chiedere alle Istituzioni che continuino a garantire il diritto a manifestare e a esprimere il dissenso, nelle forme previste dalla legge, e riteniamo che tutti e tutte insieme, Istituzioni e cittadinanza, dobbiamo continuare a formarci per esprimerci in modo nonviolento”, conclude Officina Comune.

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