Rinnovato il contratto nazionale dei cartai. Via libera ad un aumento di 275 euro

Al termine di una lunghissima maratona cominciata ieri alle 14 è stato raggiunto questa mattina (10 febbraio) all’alba l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del comparto carta e cartotecnica. L’intesa sottoscritta a Roma unitariamente da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Ugl per parte sindacale, porta alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto – 1.500 in Trentino 80mila a livello nazionale – un aumento in busta paga di 275 euro sui minimi tabellari al 31 dicembre del 2028 (livello C1).

Nel dettaglio l’intesa prevede quattro tranches: 125 euro da aprile 2026, 45 euro da gennaio 2027, 45 euro da gennaio 2028 e 60 euro da settembre 2028.

Il contratto prevede anche otto ore aggiuntive di permessi retribuiti per i lavoratori a ciclo continuo, incrementi sul fondo pensione e miglioramento del fondo sanitario. Significativo l’accordo raggiunto anche per equiparare i trattamenti economici tra i lavoratori a ciclo continuo del settore cartario e cartotecnico, recuperando per questi ultimi il differenziale salariale.

Importante inoltre quanto condiviso per garantire maggiore sicurezza sul lavoro. Sono state aumentate le ore, da 60 a 72, per i Responsabili dei lavoratori per la Sicurezza (Rls) ed è stato messo nero su bianco l’obbligo di confronti trimestrali tra Rspp e Rls per garantire un monitoraggio continuo dentro i siti produttivi

Soddisfazione sul fronte sindacale per l’accordo raggiunto, anche in provincia come spiegano Norma Marighetti e Antonio Mele, rispettivamente segretaria provinciale e responsabile comparto per Slc del Trentino. Entrambi erano a Roma per la trattativa finale. “E’ stato raggiunto un buon accordo che viene incontro alle richieste e alle attese delle lavoratrici e dei lavoratori. Sul piano economico l’aumento retributivo consente di coprire in modo sufficientemente adeguato la perdita del potere d’acquisto. Molto importante anche l’intesa sul piano della tutela della salute e della sicurezza”. I due sindacalisti ci tengono a sottolineare, però, che il risultato raggiunto è stato possibile anche grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che con determinazione e con lo sciopero hanno difeso un rinnovo che riconoscesse il valore del lavoro. Ora la parola passa alle assemblee in tutta Italia.

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