Suicidio medicalmente assistito, ddl presentato in Quarta commissione

La Quarta Commissione permanente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento si è riunita presso Palazzo Trentini per l’esame dei punti iscritti all’ordine del giorno: il primo riguardava le politiche giovanili della Provincia, il secondo il disegno di legge 67 di iniziativa popolare sul Suicidio medicalmente assistito.

Suicidio assistito

La Commissione ha affrontato l’esame del disegno di legge n. 67, recante “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria provinciale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto delle sentenze della Corte costituzionale n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024”. Ai lavori, insieme alla presidente Maria Bosin (Patt), alla vicepresidente Chiara Maule (Campobase) e ai membri della Commissione Eleonora Angeli (Lista Fugatti), Daniele Biada (FdI), Francesca Parolari (Pd del Trentino), Stefania Segnana (Lega) e Paolo Zanella (Pd del Trentino) anche la consigliera Lucia Coppola (AVS), l’assessore Mario Tonina, e il consigliere Francesco Valduga (Campobase).

Il primo firmatario, Fabio Valcanover, ha iniziato la propria illustrazione ricordando le recenti sentenze della Corte costituzionale sui testi analoghi presentati dalla Toscana e quella in fieri della Sardegna, ricordando che il testo va modificato in base a queste pronunce. Chiarito che è possibile emendare il testo, Valcanover ha presentato una nuova bozza della proposta di legge provinciale sul suicidio medicalmente assistito, aggiornata alla luce delle più recenti pronunce della Corte costituzionale. Il testo recepisce i principi fissati dalle sentenze n. 242/2019 e n. 135/2024, che hanno escluso la punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di specifici requisiti, in raccordo con la legge 219/2017 su consenso informato e Disposizioni Anticipate di Trattamento. La proposta – composta da nove articoli – non interviene sui presupposti penali, ma disciplina procedure e tempi per rendere effettivo un diritto già riconosciuto, fondando la competenza provinciale sull’articolo 117 della Costituzione in materia di tutela della salute.

È prevista l’istituzione di una commissione multidisciplinare per la verifica delle condizioni, la gratuità delle prestazioni a carico del servizio sanitario e misure per superare ritardi e disparità applicative. Valcanover ha sottolineato che il testo tiene conto dei limiti indicati dalla Corte, in particolare sui tempi, che non possono essere ampliati né ristretti senza rischi di impugnazione. “La Corte costituzionale ha sancito che un morire bene è parte del diritto alla salute”, ha affermato, ribadendo l’obiettivo di garantire, al di fuori degli slogan, un percorso certo e rispettoso per persone che affrontano sofferenze estreme nella fase finale della vita.

La presidente Maria Bosin ha ringraziato il proponente per la sensibilità dimostrata nel corso della relazione. Paolo Zanella (Pd del Trentino) è entrato nel merito della proposta, parlando a favore ma ricordando come vi siano diverse sensibilità sul tema: “Credo che rientri tra i diritti dell’individuo quello di poter, laddove concorrano le quattro condizioni sostanziali individuate dalla Corte Costituzionale, quello di poter porre fine alle proprie sofferenze”.

La presidente Bosin, in assenza di altri interventi, ha concordato con il proponente di individuare soggetti per le audizioni entro la prossima riunione della Commissione che si terrà il 10 marzo.

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