Valle di Gresta, orticoltura di qualità contro l’abbandono dei campi

La valle di Gresta si interroga sul proprio futuro anche per evitare il triste destino dell’abbandono dell’agricoltura e dello spopolamento. E lo fa a partire dal Biodistretto, l’associazione che raccoglie diverse forze giovanili impegnate nell’orticoltura di qualità e che si propone di sviluppare non solo il settore primario, ma l’intero sistema locale grestano.

Sabato 21 febbraio si sono pertanto riuniti a Ronzo Chienis diversi rappresentanti del settore agricolo, tecnici e appassionati di territorio e di economia di montagna per “Ripensare lo sviluppo locale in val di Gresta, tra cooperazione e agroecologia”.

“Prima di impostare un progetto di sviluppo orticolo ed imprenditoriale – ha insistito a riguardo il Presidente del Biodistretto Lorenzo Campedelli – è necessario capire l’approdo ideale e di valori di un sodalizio che si pone l’obiettivo di trasferire al consumatore finale i valori intrinseci di prodotti coltivati secondo natura e nel pieno rispetto degli equilibri agro-ecologici”. Campedelli ha inoltre presentato i contenuti del Progetto FutureGresta, iniziativa finanziata dalla Provincia con fondi europei che si pone l’obiettivo di creare uno sviluppo sistemico basato sui principi dell’agroecologia.

Su questi temi è intervenuto il professor Fabio Caporali, antesignano dell’agricoltura biologica e dei Biodistretti, il quale ha sottolineato il punto di partenza dal quale ha origine il progetto grestano: un patrimonio storico, paesaggistico e imprenditoriale che trova nella qualità dei terreni, nei terrazzamenti e nella particolare esposizione a sud-ovest il punto di forza del distretto biologico. Massimiliano Trenti dell’Ufficio per le Produzioni Biologiche della Provincia di Trento, ha quindi ricordato i prossimi passi che dovranno essere compiuti dall’associazione per ottenere il riconoscimento a livello locale e l’iscrizione nel registro nazionale sottolineando il valore strategico del Biodistretto per lo sviluppo dell’intero territorio. Un altro fattore che può essere determinante nel rilancio della val di Gresta è quello relativo all’irrigazione. Luigi Stefani, Presidente del Consorzio Trentino di Bonifica ha ricordato a riguardo il progetto da oltre 11 milioni di euro finanziato dal PNRR che consentirà di irrigare con impianti di precisione altri 300 ettari di campagna, oltre ad aumentare le riserve per la rete idrica comunale e quella relativa alla protezione civile. Un progetto che secondo Stefani si propone come una vera e propria infrastruttura al servizio dello sviluppo locale e che potrà favorire la programmazione produttiva e qualitativa.

Temi che sono stati ripresi da Andrea Bonaldo della Cooperativa agricola El Tamiso attiva come piattaforma produttiva e commerciale nel padovano. Bonaldo ha insistito sull’importanza di organizzare filiere del biologico a partire dai bisogni del consumatore per soddisfare una domanda che necessita di servizi, prestazioni e prodotti in linea con le moderne esigenze legate al benessere fisico ed alimentare. Da qui l’urgenza di sviluppare, accanto ad un progetto produttivo, anche un programma formativo e culturale per elaborare un approccio partecipato e di comunità alle tematiche dello sviluppo orticolo. Su questi temi è intervenuto Simone Puppato della Fondazione Mach evidenziando come, attraverso il programma FutureGresta verrà attivato anche un percorso di formazione con la Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica che si pone l’obiettivo di rafforzare le competenze del gruppo di agricoltori promotori del Biodistretto.

All’incontro di Ronzo sono intervenuti i sindaci del territorio: Gianni Carotta di Ronzo Chienis, Nicola Mazzucchi di Mori e l’assessore Daniela de Alessandri per il comune di Isera assicurando la piena condivisione e il sostegno dell’iniziativa.

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