Quando i sogni erano l’unica materia del cosmo, una favola sul rapporto tra l’uomo e il creato

“Un tempo il mondo era di chi dormiva più a lungo, perché chi più dormiva più sognava. E i sogni erano la sola materia di cui era fatto il cosmo”. Queste sono le parole iniziali della favola contemporanea “Un tempo il mondo era di chi dormiva più a lungo” (Terre di Mezzo; età 7-8+), una storia potente che fa riflettere sul rapporto dell’uomo con il creato, con l’ambiente, con gli altri esseri viventi. In un’età mitica e lontanissima, i sogni degli animali erano l’unica materia di cui fosse fatto l’universo. Finché un giorno, nel sogno del gorilla, apparve l’uomo. Con la sua nota indole irrequieta e capricciosa, l’uomo ben presto decise di svegliare tutti gli animali, distruggendo il loro mondo e spezzando il delicato equilibrio ecologico. Per fortuna, nella sua sete di controllo, non aveva contato tutte le specie esistenti. E così qualche essere si è rimesso a dormire e ha ricominciato a sognare…

Questo proposto da Giulia Pastorino e Massimo D’Anolfi, è un libro illustrato molto originale, con pagine dal sapore onirico, a volte visionario. Pagine ricche di colori e di decisi accostamenti che determinano la forza delle immagini come spunti per domande e riflessioni condivise. Oltre che nei colori, la potenza di queste illustrazioni sta nel loro simbolismo che implica un’interazione attiva e consapevole del lettore per penetrarne la profondità.

Una favola dal sapore antico, ma dal contenuto assolutamente contemporaneo: un mito che parla del desiderio dell’uomo di dominare, del mancato rispetto di ciò che lo circonda e del potere della natura di resistere, perché non tutto è perduto se l’uomo prende consapevolezza e si ferma in tempo. Un libro poetico, ma non semplice, che sa rendersi interessante perché aperto a diversi livelli di lettura. Una proposta sfidante per lettori di ogni età.

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