Equità di genere, i nuovi interventi del Comune di Rovereto

Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha deliberato l’istituzione anche nel Comune di Rovereto del Consigliere o Consigliera di fiducia, così come previsto dal contratto collettivo provinciale di lavoro. Questa figura ha il compito di prevenire, contrastare e risolvere situazioni di disagio lavorativo causate da atti di mobbing o da molestie sessuali o morali nei confronti dei e delle dipendenti nel contesto lavorativo, anche attraverso un’attività di sportello di assistenza e di aiuto. La sua attività è improntata all’indipendenza, alla riservatezza ed al rispetto della volontà della persona che a lei si rivolge. Ha inoltre il compito di affiancare il CUG Comitato unico di garanzia, già istituito e operante nel comune.

In attuazione delle politiche di genere, sempre nei giorni scorsi, circa 50 dipendenti hanno partecipato al corso di formazione “Oltre gli stereotipi: pratiche e strumenti per promuovere l’equità di genere”. Il corso, tenuto dalla prof.ssa Barbara Poggio, Prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università degli Studi di Trento, con ampia esperienza nella tematica dell’equità di genere, è stato organizzato con TSM – Trentino School of Management, con lo scopo di far conoscere e mettere in luce gli stereotipi legati al genere che persistono nelle culture aziendali e riflettere su quali sono i vantaggi in termini di benessere del personale, organizzativi, economici e motivazionali che nascono dalla promozione dell’equità e valorizzazione delle differenze.

Da ultimo la Provincia autonoma di Trento, con determinazione dirigenziale ha confermato il certificato Family Audit Executive al Comune di Rovereto. Si tratta di un riconoscimento che certifica l’impegno volontario dell’organizzazione comunale per il benessere dei suoi collaboratori e collaboratrici e che attesta uno standard di qualità per quanto riguarda le politiche volte alla conciliazione vita-lavoro per il personale dipendente.

Commenta così l’assessora di riferimento, Silvia Valduga: “Una buona amministrazione della città passa anche attraverso politiche organizzative e del lavoro eque, attente alle disuguaglianze di genere e alla qualità della vita delle persone. La certificazione Family Audit non rappresenta un costo, ma un investimento: rafforza la cultura organizzativa, migliora la performance e rende l’ente più solido e resiliente. È una scelta strategica che ci permette di valorizzare le competenze presenti e di attrarre e trattenere i talenti che contribuiranno a costruire il futuro della nostra comunità.”

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