Via Crucis dedicata a San Francesco. Il vescovo Tisi: “La croce contiene il bello dell’amore”

E’ stata dedicata a San Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla sua morte, la Via Crucis che venerdì 27 marzo ha percorso le strade di Trento, dal convento francescano di San Bernardino, in via Venezia, al Duomo di Trento. Centinaia i giovani che hanno animato la Via Crucis, con canti e riflessioni, guidati dalla croce di San Damiano, quella stessa croce che aveva parlato a San Francesco dicendogli “Va’, ripara la mia casa”.

“Pensavo alla bellezza, che noi solitamente associamo all’armonia”, ha detto in cattedrale l’arcivescovo Lauro Tisi, che ha camminato insieme ai giovani. “Per noi c’è bellezza dove c’è armonia e ordine. Mi viene da dire che c’è un’altra bellezza, che invece è eccesso, disordine, esuberanza. E la croce appartiene a questa dimensione della bellezza. Esuberanza, ‘disordine’, eccesso. Perché la croce contiene quel bello che è l’amore. E l’amore per natura sua esagera, infrange le regole, crea sommovimento, spacca il sistema. L’amore è esplosione di creatività. E allora questa sera, contemplando il crocifisso, questo crocifisso, vorrei consegnare a voi semplicemente questa bellezza. La bellezza dell’amore che è la bellezza delle bellezze, perché ha una promessa d’armonia che spacca le regole, infrange le consuetudini, spezza le ostilità, inventa e crea. Cosa manca in questo momento al mondo? Manca la bellezza dell’amore. E allora vediamo l’orrore, il male della guerra, la devastazione”.

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