L’opera di Lorena Martinello accende i riflettori sulla crisi climatica

Vive nel sottosuolo, ma è capace di collegare, nutrire e far crescere esseri viventi a grandi distanze e in condizioni apparentemente difficili. È il micelio, l’apparato vegetativo dei funghi. Richiede nutrimento, ma allo stesso tempo lo dona. Funziona un po’ come gli esseri umani: collegati da reti invisibili di interdipendenze e bisognosi di ricevere e restituire nutrimento, tra loro e con il pianeta. È una natura che trasforma le distanze e le riempie di significato quella a cui si ispira la performance partecipativa “Mycelium” dell’antropologa e illustratrice Lorena Martinello, scelta come momento di riflessione artistica e di connessione simbolica nell’ambito del festival “Living with Grace. Our Earth, our Responsibility”, in corso all’Università di Trento.

La realizzazione dell’opera è in linea con il messaggio su cui il Festival si concentra nelle quattro giornate di lavori (da giovedì 26 marzo, fino a domenica 29 marzo): abitare la Terra con “grazia” non è solo un esercizio estetico, ma una strategia necessaria per affrontare con dignità e resilienza la crisi climatica.

Ogni passante potrà tracciare un segno sulla grande tela che si sta costruendo, con l’aiuto di tutti e la regia dell’artista, nell’atrio di Palazzo Prodi. La tela è composta da stoffe di recupero, alcune delle quali tessute a mano oltre cento anni fa. Questo intreccio di materiali diversi rappresenta visivamente una società capace di accogliere ogni contributo per lasciare un’impronta leggera sul pianeta. Parte dell’esperienza di reciprocità è anche il gesto di lasciare, per chi verrà dopo, un segnalibro decorato, un invito a non perdere il segno in un percorso di formazione e informazione che può richiedere pause di riflessione e confronto, prima di nuovi slanci.

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