Alice Toniolli: “Scendo dalla bici e provo a voltare pagina”

Alice Toniolli sul podio con la maglietta di campionessa italiana juniores a cronometro, a Sarche, nel giugno 2023

C’è chi a vent’anni di vite ne ha già vissute almeno un paio. Alice Toniolli è riuscita a rialzarsi dopo il tragico incidente di quel maledetto 14 agosto 2024, durante il “Circuito dell’Assunta” di Vittorio Veneto. Dopo dieci giorni di coma, cinque mesi di ospedale e una lunga riabilitazione, Alice ha provato a rimettersi sui pedali con la grinta che l’ha sempre contraddistinta in bicicletta. La stessa che le ha permesso, dopo un passato nel pattinaggio, di raggiungere rapidamente la maglia azzurra e distinguersi nel panorama nazionale e internazionale. Nemmeno l’impatto a tutta velocità contro quel muretto era riuscito a toglierle il sorriso, i sogni: ora, però, per Alice sembra essere arrivato il momento di voltare pagina. Di nuovo. Un’altra vita. “Sono stata ferma il tempo necessario. Ho aspettato con pazienza – io che di pazienza ne ho molto poca – l’ok per rimettermi in sella. Sono ripartita dalle basi, aiutata da Maurizio Fondriest e da Carlotta, sua figlia, che mi preparava le tabelle degli allenamenti. Sono stata fortunata ad averli con me, anche loro hanno lottato al mio fianco, finché il fisico non ha presentato il conto. Finché abbiamo capito che quel male alla schiena non era un qualcosa di ‘normale’. E non è stato più possibile non ascoltarlo, perché era difficile anche solo alzarsi da tavola e a fine allenamento mi saliva la febbre”, racconta la giovane di Mezzocorona, ripercorrendo il calvario degli ultimi mesi. Un percorso che porterà Toniolli a tornare sotto i ferri.

“Ciò che è emerso dai vari consulti è che, purtroppo, quella del ciclismo – almeno come l’ho sempre inteso io – è una pagina che si dovrà chiudere, definitivamente: ed è un’altra batosta. Se penso a tutte le volte che ho sputato sangue in allenamento, a tutti i sacrifici – seppure ripagati – anche in ambito scolastico. Se penso ai tanti anni di carriera che avrei avuto davanti”.

Alice non ricorda nulla del suo incidente, ma col tempo ne ha compreso la gravità. E il dolore, oggi, glielo ricorda quotidianamente. La forza di reagire dopo cinque mesi di ospedale, ad Alice, gliel’hanno data gli insegnamenti tratti dallo sport, che lei stessa definisce ancora “il suo angelo custode”. Non importa quante volte si cade, ma quante volte si è capaci di rialzarsi, come spesso amava ripetere ai “suoi” giovani anche papa Francesco. “I valori della vita te li ‘passano’ i tuoi genitori, ma poi è lo sport che ti aiuta a realizzarli. Che ti insegna ad essere ottimista, a non abbatterti davanti a un ostacolo perché nulla è impossibile. Ti insegna che bisogna provarci sempre, ma anche che, delle volte, per quanto tu possa lottare e metterci tutto il tuo impegno, non riesci comunque a raggiungere ciò che ti eri prefissata”, sottolinea Alice che in questi mesi difficili ha potuto sempre contare sulla sua famiglia. Mamma Katia, papà Roberto, i tre fratelli più piccoli Lorenzo, Giacomo e Leonardo sono stati un sostegno preziosissimo. ”Ogni giorno sopportano una Alice che non è più la ragazza solare e spensierata di prima: e questa è la cosa che mi fa stare più male. Loro sono una perla, per quanto mi hanno aiutata in questo anno e mezzo e per tutti i sacrifici che continuano a fare”. Anche per loro Alice avrebbe voluto tornare in mezzo al gruppo, avrebbe spinto tutti i watt possibili sui pedali, finché ce n’è e oltre. Sarebbe tornata a vincere. Ne siamo certi, anche senza la sua bicicletta, questa ventenne coraggiosa di traguardi saprà tagliarne molti altri. A braccia alzate.

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